Allegri riapre il campionato a Firenze, ma Marotta e Paratici sono colpevoli
16/01/2017, 09:15
di Giancarlo Padovan
La Juve perde a Firenze e il campionato - chiuso ancor prima di cominciare secondo i più - si riapre a Roma e Napoli. Potenzialmente i bianconeri, che devono recuperare con il Crotone, hanno un più quattro sui giallorossi e un più sette sul Napoli, ma la quarta sconfitta in trasferta (due volte a Milano, Genova e Firenze) apre scenari del tutto inattesi. Quanto e come la Juve - brutta più di sempre - saprà reagire ad una serie di appuntamenti tutt’altro che semplici a cominciare dalla partita interna di domenica con la Lazio?

La squadra di Allegri, ben lungi dall’essere lo schiacciasassi che dovrebbe, sta immediocrendo. Prima vinceva pur giocando male. Adesso - Supercoppa e Firenze - perde facendosi superare in tutto dagli avversari. L’allenatore è confuso, forse infastidito dalle voci che lo vorrebbero altrove a fine stagione, di sicuro poco sereno quando si tratta di scegliere sistema di gioco e calciatori. Non  è stata una grande idea tornare al 3-5-2 visto che - come dimostrato a gara in corso - si poteva giocare a quattro con Barzagli a destra, Chiellini e Bonucci in mezzo, Alex Sandro a sinistra.

E’ sempre pessima l’ idea di ricorrere a Sturaro, un corridore acefalo, per rinunciare a Pjanic che era quasi al massimo della forma. 

Non si capisce bene nemmeno cosa stia facendo la società, sempre lodata da tutti, anche quando spende per elementi come Rincon, “uno che combatte” si dice, quando invece in questa Juve va migliorata la qualità dei passaggi. Marotta e Paratici non sono demiurghi, sbagliano come tutti e, dopo averlo fatto quando si affacciarono in bianconero, ogni tanto sbagliano ancora. 

Contro la Fiorentina, la Juve di errori tecnici ne ha fatti a volontà, facili e difficili, semplici e complessi. Dimostrando che, se aggredita con metodo, in questo momento è una squadra come le altre. Paulo Sousa ha vinto la partita inventandosi la difesa a tre con Sanchez sul centrodestra, Rodriguez centrale, Astori sul centro sinistra. E con Borja Valero, Bernardeschi, Kalinic sui tre difensori della Juve.

E’ stata questa attività di pressing e di chiusure delle linee di passaggio a costringere la Juve all’impaccio non solo quando doveva impostare, ma anche quando c’era la necessità di uscire dalla propria area in disimpegno.

La Fiorentina, che per l’intero primo tempo ha tenuto un ritmo altissimo, avrebbe meritato di arrivare all’intervallo almeno con due reti di vantaggio. Perché, oltre all’1-0 di Kalinic (37’, diagonale su assist di Bernardeschi che aveva recuperato palla al limite del gioco pericoloso ai danni di Alex Sandro, peraltro gravemente deficitario), aveva colpito il palo esterno con Vecino (10’) e sfiorato il vantaggio con Chiesa (11’) e lo stesso Kalinic (24’). 

Dalla Juve nessuna nota fino al 45’, quando un tiro di Higuain da dentro l’area e a colpo sicuro, è stato respinto da Olivera con la coscia. 

Ma la Juve è stata dominata almeno fino al raddoppio della Fiorentina (9’) siglato da Badelj. Sulla parabola a mezz’altezza davanti a Buffon, si è avventato Federico Chiesa che, però, non ha toccato la palla. Il portiere juventino, forse ingannato dal movimento, non ha nemmeno accennato alla parata. Sarebbe tuttavia ingiusto muovere rilievi a Buffon. Primo, perché la colpa è di chi non ha impedito il mezzo assist di Badelj. Secondo, perché Buffon aveva salvato poco prima sia su Bernardeschi, sia su Kalinic (altra leggerezza di Alex Sandro che si è fatto sottrarre palla da Chiesa).

Il tredicesimo gol di Higuain in campionato, sesto personale nelle ultime quattro partite, ha riacceso la speranza negli juventini, così come i cambi tattici praticati da Allegri: dentro Pjaca per Sturaro e rapida inversione verso il 4-2-3-1 (perché non cominciare così?). Poi Mandzukic ha preso il posto di Barzagli e la Juve è diventata sempre più offensiva. 

Non che non le sia giovato. Pjaca, su iniziativa personale, ha reclamato per un possibile fallo di mano di Rodriguez (34’), Higuain ha impegnato Tatarusanu di testa su punizione di Dybala (36’), lo stesso Dybala, a due minuti dal 90’, ha avuto la palla del pari, servito da Mandzukic, ma ha sparato alle stelle (come a Doha). 

Così, nel finale, e in contropiede avrebbe potuto far male la Fiorentina: ma Ilicic, subentrato a Borja Valero, si è fatto ipnotizzare da Buffon.             
Giancarlo Padovan
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