Ce l'ho con... Vergogna De Laurentiis, come un leone da tastiera qualunque
08/03/2017, 18:00
di Andrea Distaso
Una mano davanti alla faccia per coprirsi dalla vergogna. Ciò che sarebbe normale, automatico, per una qualsiasi persona dotata di un minimo di buon senso non lo è evidentemente per il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis. Nemmeno dopo aver pronunciato parole di una gravità inaudità. Hai voglia dopo a cercare di leggere il suo "sfogo" come un tentativo di proteggere allenatore e squadra da critiche o di giustificarlo come un teatrino per prendersi un po' di ribalta in più, esattamente come nel postpartita del match d'andata col Real Madrid. Hai voglia, nei giorni precedenti, a mandare un tweet di solidarietà nei confronti del collega della Gazzetta Mimmo Malfitano, fatto oggetto nuovamente di atti vandalici da parte di alcuni delinquenti travestiti da tifosi del Napoli.

W LA DEMOCRAZIA - Qui non si tratta di dover difendere la categoria o di dover replicare alle farneticanti allusioni su una stampa nordista dichiaratamente anti-Napoli, ma di affermare un principio sacro come la libertà di opinione e respingere ogni tentativo di intimidazione. Come si può, allo stesso tempo, mostrare vicinanza ad una persona che ha subito un atto vile e poi rimancarne la "juventinità" come presupposto di una malafede insita nelle opinioni espresse sul quotidiano per cui scrive? De Laurentiis si descrive un democratico e, in quanto tale, dice proprio tutto che vuole ma ha un concetto molto bizzarro di come debba comportarsi un corrispondente al seguito della sua squadra. Se scrivi di Napoli, devi solo evidenziare le cose positive; se non lo fai, sei juventino. Se poi queste dichiarazioni danno il pretesto a qualche criminale per passare ai fatti, allora bisogna porsi anche un problema di responsabilità.

COME L'ITALIANO MEDIO - Bastava dare un'occhiata ai social network, diventati un'enorme cassa di risonanza per l'italiano medio (spesso leone da tastiera), immediatamente dopo l'intervento di De Laurentiis per capire quanti danni avesse creato. Purtroppo, non sono state poche le manifestazioni di sostegno per la sua presa di posizione "a favore del Napoli", la dimostrazione di come da molti il calcio venga vissuto in maniera malata. Ce ne rendiamo conto anche noi quotidianamente, nel nostro piccolo: basta scrivere un pezzo critico su una formazione di vertice a vostra scelta e prontamente si viene etichettati come "milanista", "interista", "juventino". Tanti piccoli De Laurentiis, tutti col paraocchi e convinti che della loro squadra del cuore si debba scrivere soltanto il meglio. E se ti bruciano la macchina, pazienza... Colpa tua che sei juventino...

Andrea Distaso
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