Copa Sudamericana e solidarietà: così riparte la Chapecoense
09/12/2016, 14:30
di Stefano Benzi
Troppe volte ho visto buone idee frantumarsi contro il muro della burocrazia e dei regolamenti; troppe volte ho visto il “palazzo” ergersi al di sopra del buon senso e del sentimento comune. Sono onesto, non ero molto fiducioso quando l’Atletico Nacional Medellin scrisse alla ConMeBol, la federazione calcistica sudamericana, ritirandosi dalla Copa Sudamericana perché fosse assegnata d’ufficio alla Chapecoense, la squadra distrutta da un incidente aereo proprio mentre era in volo verso la gara d’andata di Medellin. Già mi aspettavo qualche triste burocrate tirare fuori il libro dei regolamenti e l’interpretazione del comma punto tale. E invece no. Ne sono davvero felice: è l’unica buona notizia in una tragedia che ha fatto 71 morti e che ha distrutto una squadra nel suo momento di gloria maggiore.

COPA E SOLIDARIETÀ - Quello dell’Atletico Nacional di Medellin non è solo un gesto di affettuosa sportività, ma anche un aiuto concreto: intanto ha rinunciato una doppietta, Copa Libertadores e Copa Sudamericana… cosa non da poco. E poi ai vincitori della Copa Sudamericana vanno due milioni di dollari mentre i diritti della Recopa 2017 – la supercoppa continentale che la Chapecoense giocherà proprio contro l’Atletico Nacional – valgono quasi il doppio. La partecipazione alla Copa Libertadores porterà nelle casse della Chapecopense non meno di cinque milioni di dollari. Un tesoretto che la squadra cercherà in qualche modo di investire sul mercato. Servono un nuovo allenatore, diversi nuovi dirigenti… e una rosa completa. La gara di solidarietà per rimettere la Chapecopense in condizioni di giocare è già cominciata: tutte le partite che il club doveva ancora disputare in Serie A sono state posticipate. Ma il torneo ormai è praticamente concluso, titolo al Palmeiras e Chapecoense in salvo da tempo. Quelle partite forse non si giocheranno più. Nel frattempo al club sono arrivate una cinquantina di proposte di collaborazione da giocatori proprietari del loro cartellino o prossimi al regime di svincolo tra i quali anche Gudjohnsen e Saviola.

LE ALTRE TRAGEDIE - Nella storia delle competizioni sudamericane di calcio non era mai successo che un trofeo venisse assegnato ad honorem. Ma questa non è la prima tragedia che riguarda il calcio: il pensiero di tutti torna ovviamente al Grande Torino e allo schianto di Superga, Meno si ricorda della nazionale dello Zambia il cui aereo si inabissò nel 1993 nelle acque del Gabon a pochi chilometri da dove lo Zambia del 2012 vinse “nel nome degli eroi” una impronosticabile Coppa d’Africa. Meno ancora si ricorda dell’Alianza Lima, schiantatosi nel 1987 al largo di Callao – nessun superstite – e soprattutto del Pakhtakor, formazione della capitale uzbeka Tashkent che venne azzerata da un ancora misterioso e incomprensibile incidente nel 1979. Erano i tempi dell’URSS, l’Uzbekistan non esisteva e pare che la rotta dell’aereo della squadra che stava recandosi a Minsk stesse incrociando quella del presidente Breznev. I controllori di volo (uno dei quali si suicidò poco dopo l’evento), per salvaguardare il volo del leader, pasticciarono con due sole rotte troppo affollate e ci fu una collisione in quota: due aerei distrutti, nessun superstite. Il Tupolev del Paktakhor si disintegrò in aria: non venne recuperato nulla di umano… un aereo con il suo carico di uomini e cose in briciole. E sull’incidente calò il silenzio del regime che fece sparire comunicazioni e documenti a tempo di record per evitare un’imbarazzante tragedia all’allora leader sovietico. Ai funerali le bare erano vuote: seppellirono polvere e pietre. Stavolta il buon senso ha prevalso e non possiamo che esserne felici: la Federazione brasiliana sta studiando il da farsi, forse renderà immune la Chapecopense dalle retrocessioni per tre anni. Ma conoscendo la gente di Santa Caterina e di Chapecò, e considerando anche il grande valore della sua squadra giovanile, sono pronto a scommettere che sarà una precauzione non necessaria.
Stefano Benzi
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