Della Valle ha fallito, come voleva. Ora via tutti: e la proprietà che resta a fare?
23/02/2017, 23:00
di Stefano Agresti

E così il 23 febbraio finisce la stagione della Fiorentina, fuori da tutto, con tre mesi di partite inutili davanti e un progetto bruciato alle spalle. Finisce nel modo peggiore: vinta 1-0 (senza merito, ammettiamolo) la partita d'andata in Germania, i viola sono andati sul 2-0 (senza merito, ammettiamolo) nella gara di ritorno, salvo essere travolti nel secondo tempo. Un'umiliazione, sì. Perché poi il Borussia - che gioca effettivamente bene e Sousa ha dipinto quasi fosse il Bayern - è all'undicesimo posto sulle diciotto squadre della Bundesliga. Niente di straordinario, insomma. Tutt'altro. Ebbene, la Fiorentina l'ha trasformato in un'armata irresistibile.

 

Questa sconfitta è il fallimento di Della Valle. Un fallimento voluto e cercato con encomiabile abnegazione, e finalmente arrivato. Tutto è cominciato esattamente un anno fa, con la Fiorentina seconda in classifica e bellissima ma straordinariamente bisognosa di un difensore, da prendere con un investimento anche modesto. Niente. Lì Sousa ha capito che stava combattendo da solo, a mani nude, contro avversari che forse non erano solo quelli nell'altra metà del campo. La magìa che Paulo aveva portato è pian piano svanita, assieme alla sua fiducia.

 

L'estate ha portato acquisti inconsistenti e una cessione importante, quel Marcos Alonso che sta volando in testa alla Premier da protagonista assoluto nel Chelsea di Conte. Niente del denaro incassato è stato investito, Della Valle s'è comportato alla stregua di un Lotito qualsiasi ma con meno ambizioni e meno conoscenze. Con una proprietà così lontana e disinteressata, la macchia del fallimento s'è allargata a Corvino, che ne ha azzeccate davvero poche, e infine anche a Sousa, l'uomo che fino a un anno fa regalava sogni.

 

E ora, chissà cosa succederà. Sousa potrebbe saltare subito, Kalinic cambiare idea e volare in Cina (e abbiamo la sensazione che i proprietari non si strapperebbero i capelli). Poi, in estate, andrà affrontata anche la questione Bernardeschi: accetterà di rimanere in un club così dimesso un talento tanto grande?

 

Sì, Della Valle ha raggiunto l'obiettivo: la Fiorentina non c'è più. Ma ha ancora un senso restare alla guida della società in questo modo?

 

@steagresti
 


Stefano Agresti
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