DOCUMENTO ESCLUSIVO: Joao Mario come Gabigol. L'Inter e le super commissioni agli amici di Kia
09/06/2017, 14:45
di Pippo Russo
Dopo Gabigol, Joao Mario. I due acquisti più impegnativi dell'estate interista 2016 sono accomunati da molte cose: oltreché dal fatto di essere stati quelli maggiormente costosi, anche dall'essere giunti in nerazzurro grazie all'influente azione del signor Kia Joorabchian, e dall'avere generato il pagamento di cifre spropositate a titolo di commissione. In favore di chi? Ancora una volta, in favore di una persona molto vicina a mister Kia, il consulente di mercato di Suning le cui consulenze si sono rivelate costosissime e nulla più. È quanto Calciomercato.com può rivelarvi in esclusiva, dopo aver visionato i documenti come già era successo nel caso di Gabigol. Con una grossa differenza: che nel caso di Joao Mario l'intreccio di soggetti, percentuali di diritti economici, e parti terze e quarte, è estremamente complesso. Con al centro un gioco fin qui mai visto: il Gioco delle Tre Kappa. Questo gioco va a innestarsi in un flusso di denaro che, generato da due transazioni di player trading interne al mondo del calcio, finisce quasi per metà fuori dal mondo del calcio.

UN AFFARE MOLTO CARO – Quando Joao Mario viene trasferito dallo Sporting Clube de Portugal all'Inter, il presidente dei Leões, Bruno De Carvalho, rivendica il fatto che il suo club sia capace di vendere a cifre più alte di quanto facciano gli eterni rivali del Benfica, e senza l'aiuto di Jorge Mendes, che del Benfica è ormai il direttore generale di fatto. A dire il vero, nelle parole del presidente sportinguista c'è anche il sollievo di chi sa che se non avesse venduto a un prezzo molto alto, l'utile per il club si sarebbe drasticamente ridotto. Infatti lo Sporting detiene soltanto il 75% dei diritti economici del centrocampista. Il restante 25%, come svelava la relazione semestrale di gestione della società presentata a febbraio 2012 (periodo della disastrosa presidenza di Luís Godinho Lopes) è in possesso di Quality Football Fund Ireland Limited. Quest'ultimo è un fondo che, assieme ai fondi Burnaby Investments, è collegato alla catena dei Quality Sports Investments, una serie di società sparse fra Dublino e l'isola di Jersey, noto paradiso fiscale. Sugli investitori dei fondi Quality, poco si sa. Sono noti invece i nomi dei loro principali consulenti. Uno è Jorge Mendes, l’uomo più potente del calcio globale nonché fondatore di Gestifute. L'altro è Peter Kenyon, che in passato è stato dirigente di Umbro (colosso britannico dell’abbigliamento sportivo) e CEO di Manchester United e Chelsea, nonché creatore di Opto Advisers. Va ricordato che nei mesi scorsi, sul conto di Kenyon, si era diffusa la notizia che lo vedeva prossimo a diventare consulente dell'Inter. Non se n'è più saputo nulla. Altra curiosità, relativa Jorge Mendes: oltre a essere consulente del fondo che deteneva il 25% dei diritti economici di Joao Mario, il capo di Gestifute è stato anche agente del calciatore fino ai primi mesi del 2016. Poi il centrocampista ha deciso di cambiare cavallo, e ha puntato su un certo Kia Joorabchian. E qui si arriva alla parte più interessante della storia.

IL GIOCO DELLE TRE KAPPA – Dunque l'Inter sborsa 45 milioni di euro per acquisire i diritti economici di Joao Mario? Non esattamente. La transazione costa al club nerazzurro 49 milioni, perché al conto va aggiunta la commissione da 4 milioni versata al suo agente. E a questo punto vi aspettereste che l'agente in questione sia Kia Joorabchian. Nossignori. Il signor Kia non è mai stato un agente, e addirittura ne fa un vanto. Lui agisce nel calcio come uomo d'affari, e nella vasta gamma di questi affari c'è pure il controllo dei diritti economici dei calciatori. Ma per lo svolgimento del ruolo di agente il signor Kia delega a persone di sua stretta fiducia. Nel caso di Gabigol, la persona in questione è Giuliano Bertolucci. Nel caso di Joao Mario, invece, entra in scena la seconda K di questa storia: Amir Ali Kohansal. Si tratta di un cittadino inglese nato in Iran come Joorabchian, nel 1980. Agisce in qualità di rappresentante della società Sport Invest UK e, come mostra il documento che Calciomercato.com vi presenta in esclusiva, incassa i 4 milioni in otto comode rate trimestrali da 500 mila euro, con scadenze che vanno dal 30 settembre 2016 al 30 giugno 2018.



A proposito della figura di Kohansal, si possono fare delle scoperte interessanti grazie a una rapida consultazione del sito Company House Uk. Nella sua scheda personale risultano censite quattro cariche societarie. La più antica è quella di group sales director preso la Greens of Rainham Limited, una società che risulta liquidata. Faceva parte del Greens Motor Group Limited, di cui è possibile trovare notizie su Endole. Scorrendo i nomi delle persone che detengono cariche in Greens Motor Group, ci si trova tutta la famiglia Joorabchian. Altre due cariche societarie del signor Kohansal, fra quelle censite sul sito di Company House, riguardano Babbo Group Limited e Babbo Restaurant Limited. Anche in queste società il ruolo di Kohansal è group sales director. È cosa nota che il fondatore di Babbo Group sia Kia Joorabchian. Ma i dettagli più interessanti giungono dall'osservazione della quarta società, Fornata Limited, una compagnia che opera nel ramo della ristorazione. Kohansal risulta esserne l'attuale direttore, e in tale posizione è succeduto ad altre due persone. A cedergli la guida della società, il 3 luglio del 2011, è stata la signora Tatiana Alonso Joorabchian, consorte del signor Kia. E prima della signora Tatiana, il ruolo di direttore era stato ricoperto dalla figura più misteriosa dell'intera storia, la terza K. Si tratta dell'arzilla signora Barbara Kahan, classe 1931. Chi è costei? È una specie di leggenda metropolitana, quasi un avatar. Su di lei si è interrogata la stampa britannica, dato che risulta abbia costituito oltre 25 mila società. Il sito di Company House ne conteggia 18.099. A spiccare è il modus operandi della veneranda fondatrice seriale di società: nove volte su dieci apre una società e ne viene nominata direttrice, ma il giorno stesso della fondazione e dell'incarico rassegna le dimissioni. Succede così anche nel caso di Fornata Limited. L'allora ottantenne Barbara Kahan risulta "appointed" il 7 febbraio 2011 e "resigned" il 7 febbraio 2011. E la trasparenza domina, in questo gioco delle Tre Kappa.

ECONOMIA PARALLELA – Una considerazione finale. Per assicurarsi i diritti economici di due calciatori (uno inutile, l'altro non all'altezza della somma spesa) "consigliati" dal signor Kia, l'Inter ha speso 83 milioni fra acquisizione dei diritti e commissioni per l'intermediazione: 30 + 4 per Gabigol e 45 + 4 per Joao Mario. Di questi 83 milioni, quasi la metà è finita fuori dal circuito dell'economia di scambio fra i club per andare a ingrassare l'economia parallela. Ecco il dettaglio:

- 40% dei diritti economici di Gabigol allo stesso Gabigol (o chi per lui) = 12 milioni
- 20% dei diritti economici di Gabigol a Doyen = 6 milioni
- 25% dei diritti economici di Joao Mario a Quality Football Fund Ireland Limited = 11,25 milioni
- Commissione sul trasferimento di Gabigol, pagata a Giuliano Bertolucci = 4 milioni
- Commissione sul trasferimento di Joao Mario, pagata a Amir Ali Kohansal = 4 milioni.

In totale fanno 37,25 milioni, che su un ammontare di 83 milioni significa all'incirca il 45%. Denaro prodotto dal mondo del calcio e andato fuori dal mondo del calcio. Applausi a scena aperta. E arrivederci alla prossima.

@pippoevai
Pippo Russo
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