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  • Juve alla Jerry Calà: non è bella, piace!

    Juve alla Jerry Calà: non è bella, piace!

    • Angelo Taglieri
    "Un angolo per chi ha la visione del calcio di Nick Hornby, per chi vive la partita come un film, per chi reputa Babangida il miglior calciatore della storia. Un piccolo mondo per chi non ha scritto calcio con il pallone tra i piedi, ma con una penna tra le dita, una telecamera sulla spalla o un joystick in mano, per quelli cresciuti a pane, nutella e Holly e Benji . Il calcio visto con gli occhi, e gli occhiali, del Nerd"

    "Che poi, cosa ci troveranno le donne in un pupazzo come te, mah?"
    "Non sono bello. Piaccio"

    Primo e originale, unico e inimitabile: "Vacanze di Natale". Senza Caraibi, India o crociere varie. Cortina, 1983, Christian De Sica, Claudio Amendola, Guido Nicheli, Mario Brega e, soprattutto, Jerry Calà. E la massima, indelebile, è la sua: nei panni di Billo Damasco, playboy del piano bar, strega la bella Ivana, sua ex moglie. Fronte alta, bassettino, poco fisicato, non propriamente i canoni estetici del "bello", ma brillante, coraggioso e sicuro di sé. "Non sono bello. Piaccio". Come la Juve. 

    JUVE COME BILLO - La massima di Jerry Calà, traslata al calcio si traduce in "Non gioco bene. Vinco". Ecco, così è la Juventus di Massimiliano Allegri. Per lo spettacolo c'è il circo, dice il tecnico bianconero (anche il cinema, mi sembra giusto aggiungere): "Qui bisogna vincere le partite, i 3 punti. Poi alle partite si dà tante intepretazioni, io do la mia. A me vien da sorridere quando sento dire 'gioca bene, il calcio è spettacolo'. Va benissimo tutto, io sono contento di tutti quelli che fanno calcio spettacolo, lo spettacolo è al circo". Un discorso che divide: c'è chi vuole vincere giocando bene, chi invece vincere e basta. Alla Juve lo sanno, il motto è chiaro: "Vincere non è importante, ma l'unica cosa che conta".

    STILI DIVERSI - Ognuno ha i suoi gusti: chi ama il Tiki Taka e il possesso palla di Guardiola, chi preferisce la verticalità del Real Madrid, il bel calcio di Sarri, il centrocampo dei palleggiatori di Ancelottiana memoria. A livello estetico, il meglio. Poi c'è quello aggressivo e feroce di Conte, quello nervoso di Mourinho e pratico di Allegri. Come "la bionda e la mora", ognuno ha la sua preferenza. E scegliere è difficile. Ma una cosa è certa: vincere è sempre una "libidine". Vincere giocando bene, però, è una "libidine coi fiocchi!".

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