Figc, perché non riprendi Ferrara?
22/03/2017, 21:00
di Pippo Russo
"Ma chi è 'stu Ciro Ferrara?". L'interrogativo che lo accompagnava nello spot della birra torna d'attualità per l'ex difensore di Napoli, Juventus e Nazionale. Perché più va avanti la sua carriera post-agonistica, più si ha l'impressione di non riconoscerlo. L'ultima delusione è arrivata dalla Cina, dove Ciro era andato a allenare il Wuhan Zall, squadra che milita in serie B. Pareva fosse una tappa buona per ripartire, e invece l'avventura si è conclusa dopo nemmeno un anno. E in questo caso la decisione della dirigenza che ha portato al suo esonero è per lo meno frettolosa. Va ricordato che nella scorsa stagione Ciro era arrivato al Wuhan a campionato in corso, e che aveva rilevato la squadra al tredicesimo posto facendole concludere il torneo come sesta. In questa stagione c'è stato un avvio non entusiasmante (un punto nelle prime due partite), ma non certo tale da giustificare un provvedimento drastico. E invece è arrivato un altro licenziamento, che fa seguito a quelli rimediati sulle panchine di Juventus e Sampdoria.

Va a finire che la sola esperienza positiva rimane quella alla guida dell'Under 21. Un'esperienza che Ciro Ferrara ha concluso frettolosamente per l'ansia di rientrare nel calcio dei club rispondendo sì alla chiamata della Sampdoria. La scelta che si è rivelata sbagliata, e ha avuto come conseguenza quattro anni di stop. E adesso, pochi mesi dopo il rientro in pista, ecco il nuovo esonero. Ce ne sarebbe abbastanza per vedersi appiccicare addosso un'aura negativa, di quelle che alimentando un circolo vizioso fanno restringere progressivamente le opportunità di carriera. Tanto più che le due precedenti esperienze sulle panchine di club sono andate molto male non soltanto in termini di risultati, ma anche perché quando le cose hanno preso a girare storto Ciro ha mostrato una certa fragilità di carattere, che quasi sconfinava nel fatalismo. E questa immagine del condottiero dimezzato finiva per avere conseguenze nefaste sulla truppa.

Rilevo tutto ciò con nessuna intenzione di dargli addosso. Anzi, confesso un certo dispiacere nel prendere atto di quest'altro passaggio a vuoto nella sua carriera di allenatore. Oltre a essere stato uno dei migliori difensori italiani del periodo a cavallo tra i due secoli, Ciro Ferrara è persona ammodo. Lo dico per averlo conosciuto personalmente, e avere constatato che si tratti di una persona assolutamente aliena al divismo. Ovviamente ciò non basta a coprire gli insuccessi che, oggettivamente, si sono susseguiti nella sua carriera da allenatore di club. E tuttavia penso che un uomo di calcio in possesso di questo bagaglio d'esperienza debba essere un patrimonio per il nostro movimento. E tenendo conto che la parte migliore della sua carriera da tecnico è stata quella alla guida dell'Italia Under 21, mi chiedo se sia un'idea tanto peregrina quella di vederlo tornare nei ranghi dei tecnici federali.

So bene che il suo addio alla panchina azzurra fu poco apprezzato, e che probabilmente in federazione qualcuno non ha dimenticato. Credo lo sappia pure lui, che chissà quante volte se ne sarà pentito durante questi anni. E troverei bizzarro che ci si faccia dei puntigli e ci si mostri inflessibili proprio nei suoi riguardi. Almeno si prenda in considerazione l'idea.

@pippoevai
Pippo Russo
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