Fiorentina, il mercato è inesistente: Sousa usurato da acquisti mediocri
07/11/2016, 14:00
di Pippo Russo
L’ennesimo stop giunto nel momento di allungare. La Fiorentina continua a mancare le occasioni, e giunta alla terza sosta di campionato non è ancora in grado di dire quali ambizioni possa permettersi. In questo senso, la partita di ieri è stata emblematica. Un buon primo tempo, concluso con un vantaggio stretto in termini di punteggio, e poi una ripresa che ha visto la Sampdoria rientrare di prepotenza in partita e imporre un pareggio meritato. Nel finale erano i blucerchiati a avere maggiore benzina, e a dare l’impressione di poter vincere più di quanto non la dessero i viola.

A parziale giustificazione dello scadimento nella ripresa, la squadra di Paulo Sousa può richiamare l’impegno infrasettimanale di Europa League contro lo Slovan Liberec, disputato meno di 72 ore prima della gara contro la Samp. Ma è una scusa che scusa poco. La gestione degli impegni fra campionato e coppa europea è un’esigenza nota fin dall’inizio della stagione, e non può diventare l’alibi delle gare andate male. Inoltre, fin qui il girone di Europa League è stato un fronte per niente severo. Il livello delle avversarie si è confermato molto basso, e ciò ha consentito al tecnico portoghese di effettuare un’efficace rotazione di forze.

Ecco, proprio qui sta il punto: la rotazione delle forze a disposizione dell’allenatore portoghese. Un tecnico la cui luna di miele con la piazza si è conclusa da un pezzo, e lo testimoniano i commenti dei tifosi via web. Con le sue scelte, Paulo Sousa sta mettendo in evidenza non soltanto una certa resistenza a rivedere le proprie convinzioni tattiche, ma anche un’estrema insoddisfazione per il calciomercato estivo condotto dalla coppia Corvino-Freitas.

Due personaggi che hanno in comune un lungo stop di carriera, e un rientro avvenuto nel 2015 (Corvino a Bologna, Freitas a Metz). Le scelte di formazione effettuate ieri sera da Paulo Sousa rappresentano una sonora bocciatura del calciomercato estivo. Un tema del quale, per carità di patria, a Firenze si parla pochissimo ma che sarebbe bene mettere in agenda durante questa sosta.

Degli 11 mandati in campo all’inizio contro la Samp, soltanto uno è arrivato a Firenze la scorsa estate. Si tratta di Hrvoje Milić, esterno sinistro croato che è uno dei calciatori più impiegati dal tecnico portoghese. E anche questo è un mistero. Gioca in modo elementare, e nove volte su dieci si limita a ridare palla al compagno più vicino (sette su dieci con passaggio all’indietro), per la disperazione della gente viola. In genere si nota la sua presenza in campo soprattutto grazie alle scarpe bianche. Cerchi Milić, vedi il bianco laggiù nella zona di campo sotto la Maratona, e soltanto allora ti rassicuri di non avere avuto un blackout, e che il giocatore non è stato sostituito durante un tuo momento di distrazione.

A parte il croato, che fra l’altro ieri sera ha giocato una partita nemmeno peggiore di altre, i restanti 10 presenti in campo al momento della palla al centro sono a Firenze almeno da gennaio 2016. Il più “nuovo” era Tello, arrivato nella scorsa sessione invernale e ritornato a Firenze in estate. Tomovic, Gonzalo Rodriguez, Borja Valero, Ilicic e Badelj tirano la carretta dai tempi in cui sulla panchina viola sedeva Vincenzo Montella (i primi quattro dalla stagione 2012-13), e teneva accanto a sé l’attuale portiere titolare (Tatarusanu) e Bernardeschi, altro componente dell’undici allineato a inizio gara. Kalinic e Astori sono arrivati a Firenze nell’estate 2015. Né i cambi effettuati nella ripresa hanno mutato la situazione. Sono entrati in campo Federico Chiesa, cresciuto nelle giovanili viola, Matías Vecino, rientrato a Firenze nell’estate 2015 dopo le stagioni in prestito a Cagliari e Empoli ma approdato alla Fiorentina a gennaio 2013, e infine Carlos Sánchez, Il colombiano è l’altro nuovo arrivato che ieri Paulo Sousa ha deciso d’impiegare. Era stato una delle sorprese del primo scorcio di stagione, ma è immediatamente rientrato nei ranghi.

In totale, soltanto due nuovi arrivi utilizzati su quattordici calciatori mandati in campo, e nessuno dei due presente dall’inizio alla fine della gara (Milić è stato sostituito da Vecino a 4’ dalla fine). E tutti gli altri? Lasciando da parte il giovane portiere Dragowski, che dire di Diks, Toledo, Maxi Olivera, De Maio, Cristóforo, Hagi, Salcedo? A parte quest’ultimo, che ha dato il cambio a Tomovic in diverse partite, stiamo parlando di calciatori prossimi all’irrilevanza. Qualcuno, come Cristóforo, ha piazzato dei discreti numeri in Europa League, ma contro avversari molto morbidi. Di altri, come Toledo e Diks, non si capisce il senso, a parte il fatto che provengano rispettivamente dal chiacchieratissimo Deportivo Maldonado e dal Vitesse Arnhem, club satellite del Chelsea. Il Maxi Olivera visto fin qui non vale il Pasqual messo alla porta a giugno senza tanti complimenti.

Che davvero siano tutti calciatori inadeguati alla causa può saperlo soltanto Sousa, dato che molti fra questi hanno giocato troppo poco per essere giudicati. Resta il fatto che, andandoo avanti con questa gestione dell’organico, l’usura dei sempre presenti andrà pericolosamente a accentuarsi. Così come quella dell’allenatore, in scadenza di contratto a giugno. Per allora dovrebbero rimanere Corvino e Freitas. I due acquisti più pesanti dell’estate 2016. E sai che goduria.

@pippoevai
Pippo Russo
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