Il figlio di Trezeguet prende a calci gli avversari: l'istinto del bomber si evolve
03/01/2017, 20:30
di Luca Borioni
L’istinto del bomber che evolve nella spietatezza del lottatore di Thai Boxe. Di padre in figlio. In questo caso da David Trezeguet ad Aaron Trezeguet, 16 erede dell’ex attaccante francese della Juventus.

Il giovane Trezeguet non ha seguito le orme del papà. Chi non ricorda Trezegol? A suo volta figlio d’arte, visto che anche il papà di David, l’argentino Jorge (poi emigrato a Rouen in Francia), era anche lui un calciatore di buon livello capace di arrivare a vestire la maglia della nazionale albiceleste. Buon sangue non mente, si è sempre detto, e infatti David ha rappresentato l’evoluzione della specie: un centravanti formidabile, cresciuto nel Monaco e affermatosi a suon di gol (lo straniero leader in fatto di realizzazioni nella storia bianconera) a Torino, prima della parentesi sentimentale al River Plate dove è tornato a fine carriera per riassaporare i ricordi d’infanzia quando proprio tra i giovanissimi della squadra bonaeriense aveva iniziato a calciare il pallone.

David è infine rientrato a Torino per rispondere alla chiamata della Juve e interpretare il ruolo istituzionale di ambasciatore internazionale del club, con particolare attenzione alla squadra di cui lui stesso fa parte a pieno titolo, le Juventus Legends.

E a Torino si allena anche Aaron, ma non giocando a calcio. “Ci ho provato da bambino ma non mi ha mai appassionato – ha spiegato il ragazzo a La Stampa -. Molto meglio il ring, la mia strada è quella”. È ancora presto per dire che Aaron seguirà le orme del papà e diventerà un campione nella Thai Boxe. Per il momento è un atleta della palestra Thai Boxe Torino, zona San Salvario, in particolare è al lavoro assieme ai ragazzi del maestro Carlo Barbuto che preparano in questi giorni l’evento che si svolgerà al PalaRuffini il 28 gennaio. Tra gli altri campioni internazionali di K1 ci sarà anche Trezeguet Junior.  

Papà David all’inizio era preoccupato perché un conto è sfidare con il pallone il difensore più rude e un altro è combattere a suon di colpi reali e consentiti dalle regole… “Ma ho intravisto in lui la stessa serietà che avevo io quando ho iniziato la carriera da calciatore”, dice l’ex attaccante. Aaron si allena a Torino ma vive a Montecarlo, la mamma per Natale gli ha regalato un viaggio in Thailandia, la patria dello sport che predilige, per un corso di specializzazione. “I miei avversari quando mi incontrano pensano che sia un raccomandato – racconta Aaron – ma dopo il primo attacco cambiano idea”. La determinazione è la stessa del padre. Anche se i calci qui non finiscono su un pallone ma direttamente contro gli avversari.
Luca Borioni
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