Il flessibile Rizzoli diventa inflessibile e si accanisce sull’Inter: grazie del caos
06/02/2017, 23:30
di Stefano Agresti

Non appena Rizzoli è stato designato per Juve-Inter, ho scritto in questa rubrica che eravamo di fronte a una designazione insensata (al pari di quasi tutte le decisioni prese da coloro che comandano la casta arbitrale). Si sarebbe trattato infatti della prima volta che lo stesso Rizzoli avrebbe diretto la squadra bianconera dopo la sconfitta contro il Milan, che tanto veleno aveva seminato a causa del gol regolare annullato a Pjanic. Il concetto (che potete rileggere QUI) era estremamente semplice: se commetterà un errore favorendo la Juve, diranno che ha compensato quella clamorosa topica; se sbaglierà dalla parte dell’Inter, sosterranno che ce l’ha con i bianconeri. Insomma: avevano messo questo arbitro - decisamente sopravvalutato - in una situazione molto complicata. Tanti tifosi dell’Inter e del Milan hanno interpretato quell’articolo come se fosse pro-Juve, mi hanno dato del tifoso bianconero e mi hanno sommerso di critiche (e va bene) e anche di insulti (e va meno bene, ma tant’è). In realtà avevo lanciato, semplicemente, un piccolo allarme

I fatti, ahinoi, hanno confermato che Rizzoli non era l’uomo giusto per Juve-Inter. E non ci riferiamo tanto ai due rigori reclamati da Pioli (che si potevano fischiare, ma forse era più giusto non farlo). A noi sono saltati agli occhi soprattutto la gestione degli ultimi minuti di partita e il referto consegnato al giudice sportivo. 

Ebbene, in campo - con l’Inter tutta in attacco, Handanovic compreso, per cercare il pareggio - Rizzoli ha fischiato un tristissimo fallo di confusione, una prassi da anni Sessanta che credevamo fosse caduta definitivamente in disuso dopo il famoso gol annullato a Cannavaro da De Santis nel 2000 (un episodio, lo diciamo a beneficio dei più giovani, di cui si discusse addirittura in Parlamento). E ha anche espulso Perisic, che evidentemente ha usato parole gravemente offensive nei suoi confronti. Poi, quando ha dovuto scrivere il rapporto di gara, ha tirato in mezzo pure Icardi, in parte per le proteste a fine incontro e in parte per la pallonata che avrebbe indirizzato verso di lui (c’è certezza che volesse colpirlo e che non sia stato un semplice gesto di stizza?). Così il croato e l’argentino hanno preso due giornate di squalifica a testa. 

Rizzoli, insomma, è diventato improvvisamente inflessibile. E pensare che a noi sembrava esattamente l’opposto, se ripensiamo a come si è fatto mandare a quel paese da Totti a Udine oppure al modo in cui ha permesso a Bonucci di sfidarlo testa contro testa nel derby della scorsa stagione. Un incassatore, dunque, quasi un insabbiatore, che improvvisamente si ribella e scrive sul referto tutto quello che capita in campo. E l’uniformità di giudizio? 

L’aspetto che più fatichiamo a comprendere, però, è la totale assenza di buon senso e di misura da parte di Rizzoli stesso (ma questo è un male comune ai nostri arbitri). L’Inter ha perso contro la Juve, protesta per due rigori negati, paga con l’espulsione e la squalifica di Perisic. Perché andare oltre e accanirsi anche contro Icardi? Sappiamo cosa ci diranno adesso: se ha usato parole sbagliate come il compagno, se davvero ha scagliato quel pallone per colpire l'arbitro (ma sarà così?), è giusto che paghi pure lui. La realtà è che in campo quasi tutti dicono di tutto e che gli arbitri mille volte fanno finta di non sentire, ché altrimenti le partite finirebbero spesso con dieci espulsi. Stavolta accade esattamente il contrario, con il risultato che l’Inter si sentirà ancor più vessata e il clima attorno al campionato sarà ancor più avvelenato. 

Ma Rizzoli e i suoi capi, statene certi, gonfieranno il petto e andranno avanti a testa bassa, orgogliosi dell’ultimo caos che hanno sollevato. E noi resteremo qui, ad aspettare che gli arbitri fischino tutti allo stesso modo. O che almeno uno di loro sia coerente con se stesso. 

PS - Ora probabilmente qualcuno mi accuserà di essere interista e antijuventino. Ma non si può semplicemente scrivere e dire quello che si pensa, senza stare né da una parte né dall'altra?

@steagresti
 


Stefano Agresti
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