IL PAGELLONE: la Juve affascina (10), Dybala fa il bambino (0). Spalletti da 4
30/01/2017, 12:01
di Stefano Agresti

Ecco i nostri voti alla ventiduesima giornata di Serie A.

10 LA NUOVA JUVE. Quando sostenevamo che poteva e doveva divertirci di più, essere più bella, diventare più squadra, ci dicevano che era folle criticare un gruppo capace di vincere quasi sempre. No, non era folle: ora quella Juve solo vincente è diventata pure affascinante, con tantissima qualità in campo tutta assieme. Avanti così, adesso. Anche e soprattutto in Champions,

 

9 PIOLI. All’Inter servivano scelte normali, atteggiamenti normali, parole normali: lui ha portato tutto questo. E i risultati sono straordinari: sette vittorie di fila, la Champions vicina, una tifoseria in amore. Bravissimo. Ora l’esame di maturità, contro la Juve.

 

8 IL CROTONE. Una vittoria che restituisce un filo di speranza - giusto un filo. Ma anche e soprattutto una dimostrazione di applicazione, amore per il calcio, rispetto verso i tifosi: i calabresi non mollano e ci provano, nonostante la classifica.

 

7 SCHICK. Entra e cambia Samp-Roma: segna beffando De Rossi, alla faccia dell’esperienza, e poi si procura la dubbia punizione del successo. Giovane, tecnico, fisico: un gran bell’attaccante. Non a caso in estate è stato a un passo da una grande. Quale? La Roma, ovvio.

 

6 DIEGO LOPEZ. Quarto allenatore nella stagione grottesca del Palermo, dà una scossa e strappa - addirittura - un punto a Napoli. Scommettiamo che basteranno due o tre sconfitte affinché anche lui venga messo in discussione da Zamparini?

 

5 NAPOLI E LAZIO. Se contiamo le occasioni create, avrebbero dovuto vincere entrambe. E non solo con un gol di scarto. Ma i risultati sono negativi e penalizzanti: inaccettabili per chi abbia grandi ambizioni contro avversarie molto più deboli come Palermo e Chievo.

 

4 VERMAELEN&SPALLETTI. Inquietanti le difficoltà del difensore belga: probabilmente non è un caso se, con lui, l’imperforabile difesa della Roma incassa tre gol tutti assieme. Ma il vero artefice di questo disastro è l’allenatore, che lo preferisce a Manolas (e anche a Juan Jesus): incomprensibile.

 

3 MILAN. Come le sconfitte consecutive, tra campionato e Coppa Italia, incassate in otto giorni. E se è vero che finora aveva perso con avversarie di primissimo piano (il Napoli a San Siro e la Juve), stavolta si fa rimontare dall’Udinese. Stanno emergendo i reali valori della squadra rossonera, che sono molto più modesti rispetto a quanto ha detto finora la classifica.

 

2 I PORTIERI. L’eroe al contrario, nella giornata degli orrori, è Posavec che regala il pareggio al Napoli con una papera colossale. Ma molto incerto è anche il doriano Puggioni in occasione di entrambi i gol romanisti. E non convince nemmeno Donnarumma, che sta attraversando il primo momento di lieve difficoltà nella sua breve e straordinaria carriera.

 

1 GLI ARBITRI. La mancata espulsione di De Paul, che subito dopo segna il gol decisivo in Udinese-Milan, è un errore clamoroso di Banti. Determinante anche il fuorigioco inesistente segnalato a Dzeko dal guardalinee La Rocca allo scadere di Samp-Roma: i giallorossi avrebbero avuto un rigore per pareggiare. Il solito percorso pieno di sbagli, insomma. Grazie, Nicchi. 

 

0 DYBALA. Non dà la mano ad Allegri che lo sostituisce a una manciata di minuti dalla fine: un inaccettabile gesto da bambino bizzoso e viziato, fuori contesto in un ambiente come quello della Juve. E’ un fenomeno e ci sembra anche un ragazzo a posto: un comportamento del genere nasconde forse qualche malumore più profondo?

@steagresti
 


Stefano Agresti
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