Il TAS assesta un duro colpo al Seraing (e a Doyen) sulle TPO
10/03/2017, 20:30
di Pippo Russo
Stavolta per Doyen la sconfitta in giudizio brucia più di sempre. Perché a sancirla è stato il TAS, cioè il solo foro giurisdizionale presso cui il fondo maltese abbia ottenuto fin qui una vittoria significativa nel mezzo di un’abbondante sequela di batoste. E invece stavolta è andata male pure davanti alla corte di Losanna, che ha confermato la giustezza della sanzione comminata a settembre 2015 dalla Fifa al club belga del Seraing, a causa dei rapporti pericolosi col fondo maltese e dell’utilizzo delle TPO (Third Party Ownership) nel controllo dei calciatori.

Un caso del quale Calciomercato.com, al solito, è stato uno dei pochi organi d’informazione a essersi occupato in Italia. In quell’occasione venne imposto al club belga un embargo alle operazioni di trasferimento calciatori valido per quattro finestre di calciomercato. Contro questo provvedimento il Seraing ha presentato ricorso presso la Corte d’Appello di Bruxelles, che a marzo 2016 ha bocciato la richiesta del club con una motivazione netta: il bando opposto dalla Fifa alle TPO non viola le norme comunitarie sulla concorrenza.

Ma il rovescio più urticante è giunto lo scorso mercoledì, quando il TAS ha affondato le speranze del Seraing e, per riflesso, quelle di Doyen. La sola cosa ottenuta è uno sconto di pena: il bando alle operazioni di calciomercato è stato ridotto da quattro a tre finestre. Disfatta su tutta la linea.

A darne notizia è stato il sito della Fifa, dato che quello del TAS non ha ancora provveduto. Dal canto suo, il sito del Seraing ha dato un aggiornamento badogliano, proclamando che “la battaglia continua”. Il riferimento è ai prossimi passaggi riguardanti la legalità del bando alle TPO: il 16 marzo presso la Corte d’Appello di Bruxelles, e poi a giugno in sede di Commissione Europea. Per quanto riguarda Doyen, invece, silenzio di tomba.

Il mutismo del fondo maltese è comprensibile. Uno smacco in sede di TAS non se l’aspettavano proprio. Era stato proprio presso il foro di Losanna che il fondo capitanato da Nelio Lucas ha ottenuto la sola vittoria in giudizio, nel famoso caso che ha opposto Doyen allo Sporting Clube de Portugal a proposito del trasferimento di Marcos Rojo al Manchester United. Il giudizio favorevole a Doyen è stato confermato lo scorso dicembre dal Tribunale Federale svizzero, cui lo Sporting aveva fatto ricorso in ultima istanza. In quell’occasione il Tribunale Federale, come sottolinea la puntuale analisi del giovane giurista svizzero Shervine Nafissi, si è limitato a sostenere che gli accordi di TPO non siano contrari all’ordinamento svizzero. E invece alcune fonti stampa ne hanno dato delle interpretazioni forzose, sostenendo addirittura che il Tribunale Federale abbia dato il via libera a fondi e TPO.

Una lettura totalmente sballata, che verrebbe avallata nemmeno da un mediocre studente d’istituto tecnico per ragionieri alle prese coi primi cimenti in Diritto. Purtroppo per Doyen e per i sostenitori di fondi e TPO, la propaganda ha le gambe corte tanto quanto le bugie. E il giudizio del TAS, che pure aveva dato ragione al fondo contro lo Sporting, è in questo senso un verdetto bruciante.

@pippoevai
Pippo Russo
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