In Cina come nell’antica Roma: 'panem et circenses' con Ibra e Balotelli?
21/12/2016, 11:00
di Stefano Benzi
Panem et Circenses è un concetto che dovrebbe esserci molto familiare. Lo hanno inventato i nostri trisavoli quando nell’antica Roma, per tenere buono il popolo di fronte a sprechi e malgoverno, bastava distribuire pane e organizzare combattimenti nelle arene. E’ un concetto ancora assolutamente attuale non solo qui in Italia ma anche altrove.

Il calcio qui da noi è stato molto spesso utilizzato come ‘oppio’ di fronte a problematiche enormi, non solo sportive. Basti pensare a ciò che è seguito alla vittoria del Mondiale in Germania dopo una delle stagioni più drammatiche legate a inchieste e indagini più o meno completate ed efficaci.

Anche in Cina hanno deciso che il calcio deve essere uno spettacolo per la massa e dunque, se è necessario, persino il governo è pronto a finanziare l’arrivo di nuovi campioni. Di qui la folle offerta per Zlatan Ibrahimovic (120 milioni di euro netti per due anni) e Carlos Tevez (80 milioni di euro per la prima stagione con opzione di un secondo anno a 50 milioni) dietro le quali, a quanto pare ci sarebbe proprio un finanziamento governativo...

L’investimento, girato dal governo ai club, servirebbe a lanciare l’industria calcio nel paese, rendere più internazionale il campionato, solleticare gli investimenti e richiamare l’interesse delle tv estere sulla SuperLeague cinese: un campionato a sedici squadre che ambisce ad allargarsi a diciotto formazioni e ad avere maggiore competizione.

Da anni ormai il torneo è dominato dal Guangzhou Evergrande che si è appena assicurato l’ennesimo titolo con largo margine sulle avversarie conquistando dopo il titolo continentale della Champions League anche il suo sesto titolo nazionale consecutivo, il primo con Felipe Scolari in panchina.

La squadra che avrebbe beneficiato degli investimenti governativi sarebbe una delle avversarie del Guangzhou, lo Shanghai Shenhua. Ma Scolari non si scandalizza: “Gli investimenti e la competizione non possono che fare bene a questo sport e a questo paese. Posso solo sottolineare che il calcio non è mai stato così popolare in Cina e che è il momento di fare un salto di qualità”.

Ibrahimovic ha già detto di non avere alcuna voglia di wanton e riso cantonese: se ne starà a Manchester anche se il suo contratto è tutt’altro che lungo o blindato. Ma, guarda caso, ai cinesi è arrivata una controposta. Se Ibra non accetta, potrebbe interessare un Balotelli? Il procuratore è lo stesso, la trattativa avviata. 
 
Stefano Benzi
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