Infantino come Blatter: quanto è ridicolo il Mondiale a 48 squadre?
10/01/2017, 23:00
di Pippo Russo
La fine era nota. I campionati mondiali del 2026 avranno una fase finale formato XXL, e che le cose stessero andando in questa direzione lo si era capito. Troppi preannunci in quel senso, troppi interessi emergenti a chiedere d'essere ammessi nella più grande kermesse dello sport globale. Per questo oggi il Fifa Council ha votato il più esagerato allargamento nella storia del mondiale: da 32 a 48, ben 16 nazionali in più. Mai si era osato tanto, dato che fin qui gli allargamenti avevano comportato l'inclusione di 8 nuove rappresentative per volta: da 16 a 24 col passaggio da Argentina 1978 a Spagna 1982, da 24 a 32 col passaggio da Usa 1994 a Francia 1998. Le prime indiscrezioni parlano di una formula che nella prima fase si strutturerà in 16 gironi eliminatori da 3 squadre, ma per il momento questi dettagli sono prematuri. Ci sarà tempo per studiarli e metterli a punto, né adesso è questo l'elemento che conta. Ciò che adesso conta è dare una valutazione della condotta tenuta dal presidente della Fifa, Gianni Infantino, nella gestione di questo dossier. Una condotta furbesca, fatta di annunci, mezze ritrattazioni, e rilanci. Quello che abbiamo visto mettere in opera è un modo di agire da suq, non certo da presidente di un'organizzazione globale e portatrice di tali responsabilità economiche e culturali. E credo proprio sia questa la vera cifra dell'avvocato italo-svizzero che il mese prossimo (26 febbraio) celebrerà il primo anno da presidente della Fifa.

Per intenderci, basta ricostruire le singole tappe comunicative di Infantino in questo percorso che porta al Mondiale XXL. Il presidente del calcio mondiale era partito dalla proposta di allargamento a 40 squadre, ciò che avrebbe confermato la formula del "+8" che fin qui era stata rispettata. E già quella versione aveva suscitato critiche, perché il continuo ampliamento dei ranghi ha come effetti certi l'inflazione e la perdita di qualità della fase finale. Successivamente, piazzando un colpo di teatro, Infantino ha parlato di mondiale a 48. E lo ha fatto prospettando una formula abbastanza ridicola, che era al tempo stesso un passo avanti e un passo indietro. Come a suo tempo è stato spiegato da Calciomercato.com, il meccanismo prefigurato avrebbe dovuto basarsi su una specie di pre-mondiale a 32 squadre, un maxi-spareggio le cui 16 vincitrici si sarebbero sommate alle altre 16 nazionali qualificate direttamente attraverso le fasi continentali. Risultato finale: il mondiale "vero" sarebbe rimasto a 32. Per la serie: tanto casino per nulla.

Ma adesso sappiamo che quella formula arzigogolata era soltanto un modo furbesco per far passare presso l'opinione pubblica l'idea del mondiale a 48. In fondo si fa sempre così: si annuncia una proposta clamorosa, poi si fa finta di ritirarla per tacitare le polemiche, quindi la si ripropone contando sull'effetto-stanchezza di chi aveva creduto di avere vinto la battaglia dopo il primo ritiro. Questo è lo stile di governo di Infantino. L'uomo eletto con gli stessi voti che eleggevano Havelange e Blatter. L'uomo che, richiesto di un parere sulle rivelazioni di Football Leaks, risponde: "Rifletteremo". Dategli la possibilità d'essere rieletto per il secondo mandato e poi per il terzo, e vedrete che porterà a 60 le partecipanti alla fase finale dei mondiali.

@pippoevai
Pippo Russo
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