La Roma pensa a Branca: Inter, perché non lo riprendi tu?
29/10/2016, 11:30
di Giampiero Timossi
Elogio al più antipatico. Marco Branca, 51 anni, ex attaccante spigoloso, fino all'8 febbraio 2014 è stato responsabile dell'area tecnica dell'Inter. Dal 2005 al 2011 ha vinto 5 scudetti, 4 Coppe Italia, 4 Supercoppe italiane, una Champions League e una Coppa del Mondo per club. Poi è sparito. 

Raccontano che, da un paio d'anni, faccia base in Svizzera, a Lugano. Da allora, fin qui, mai un'intervista, una mezza comparsata, una battuta. Marco Branca, almeno pubblicamente, è uomo di un'antipatia attraente, quasi avvolgente. Caratteristica ancora più spiccata rispetto a un suo ex compagno di avventure sportive, José Mourinho. L'allenatore portoghese era almeno simpatico a tutto il popolo interista. L'uomo del mercato no, aveva  una buona base critica anche nella tifoseria nerazzurra. Se i contestatori avessero giudicato il suo lavoro dagli obiettivi raggiunti, dai giocatori acquistati, dagli investimenti fatti, questa antipatia 'casalinga' non avrebbe trovato nessuna logica giustificazione. 

"Marco Branca è una persona simpaticissima,  basta conoscerlo. Be, magari posso capire  che conoscerlo bene non sia facilissimo", racconta Stefano Capozucca, oggi direttore sportivo del Cagliari. Vabbé, Capozucca, chi se ne frega di simpatie e antipatie.  In sostanza: perché Branca era ed è bravo? "Perché capisce, al volo. Per questo è bravo. Anzi è bravissimo". Branca e Capozucca, spieghiamolo, insieme hanno fatto  grandi affari. Citiamone due: Thiago Motta e Milito, dal Genoa all'Inter, dal quarto posto rossoblù al triplete nerazzurro.  Operazioni che, analizzate oggi, hanno fatto bene a tutti. Con loro  l'Inter ha stravinto. Anche con queste due cessioni il Genoa si sta ancora garantendo la permanenza in serie A, storicamente lunga e oggi anche più che soddisfacente. 

Sul web, ormai, non si trovano dichiarazioni del più antipatico, non dal febbraio 2014. Ma abbondano gli elenchi di quelli che sarebbero stati gli affari riusciti e quelli falliti nei 10 anni di gestione Branca. Prendiamo l'elenco che appare più cliccato. Top: Mourinho, Milito, Thiago Motta, Sneijder, Eto'o, Maicon, Lucio e Julio Cesar. Flop: Carini scambiato con Cannavaro, Alvaro Pereira, Schelotto, Benitez, Gasperini, Forlan, Mancini e Quaresma? Ci sta, con qualche precisazione: Gasperini venne triturato dalle incertezze del presidente Moratti. E oggi a Bergamo, così come al Genoa, sta mostrando di essere tecnico di qualità assoluta. Quaresma fu un evidente atto di debolezza di Branca. Che cedette alla volontà di Mourinho. L'unica incertezza del più simpatico, che però vendette Ibra al Barcellona. Per permettere all'Inter di vincere tutto. Portando a Milano Eto'o. Acquistando a prezzi stracciati Sneijder e Lucio, imponendo gli acquisti a Mourinho, che "sulla trequarti voleva Deco e in difesa non Lucio, ma un altro portoghese, Ricardo Carvalho". 

Sono parole di un altro protagonista del Triplete, un uomo ombra, uno neppure legatissimo a Branca. Uno che vuole restare anonimo, che all'Inter non lavora più, ma che continua ad "amarla". Uno che prima della sfida contro la Juve mi disse: "Vedrai che vinciamo, fa parte della metafisica dell'Inter". E che sugli allora casini messi in piedi da lady Icardi, signora Wanda Nara, mi spiegò: "Con Branca questo bordello non sarebbe mai successo". Branca sapeva e sa: quando  un giocatore diventa un marchio, l'unico modo che hai per gestirlo nell'interesse della società è trattando sul suo ingaggio. Ceduto sull'ingaggio la frittata è fatta. Icardi ormai è un marchio e così va letta anche la vicenda della sua autobiografia. Che poteva scrivere l'attaccante? "Amo Milano, anche se c'è la nebbia"? No, doveva scrivere qualcosa che facesse vendere il suo marchio. Premetto: scrivere la verità è sempre l'unica strada  percorribile. Ma appare evidente che questo, nelle parole e nei modi, non coincideva con gli interessi dell'Inter. Però la società non ha letto la biografia del suo tesserato. O forse non ha avuto la voglia o la forza di trattare una versione diversa. Rinnovo fatto, Icardi libero, amen. Già, questo con Branca non sarebbe accaduto. Meglio, non è accaduto con marchi più pesanti, come Ibra, Mourinho ed Eto'o.  

Un ultimo particolare: pare che l'Inter, dati alla mano, abbia una preparazione fisica d'infimo livello. Succede sempre, o quasi, quando durante l'estate fai parte della preparazione negli Stati Uniti. Gli USA non sono fatti per allenarsi, non per noi europei: troppe bellezze, troppe distrazioni, troppi scorci che ricordano i nostri film preferiti. Sapete chi riusciva a far allenare i giocatori negli Stati Uniti? La coppia Mourinho-Branca. 

Ora, per chiudere, il più antipatico è scomparso dai radar. Pare lo volessero in Turchia e pare che lui abbia declinato. Sembrava vicino all'Atletico Madrid, poi nulla. Piacerebbe a qualche dirigente della Roma, dopo l'addio di Sabatini. Ma l'affare sembra in salita e lui non ha nessuna voglia di proporsi. Dicono faccia parte del suo carattere: ha una discrezione innata, che in molti confondiamo con antipatia.  Probabilmente una soluzione ci sarebbe: l'Inter. La squadra è competitiva, invece di cambiare un altro allenatore sarebbe meglio riportare a casa un dirigente. Forse, come dice Capozucca, Branca sarà anche "simpaticissimo". Dettagli. Certo ha dimostrato di essere un dirigente vincente. Inter, riprenditi Branca. Ammesso che lui abbia voglia di lasciare la Svizzera e tornare a Milano. Spesso gli antipatici sono anche imprevedibili. 
 
Giampiero Timossi
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