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  • Intermania: il regista che non c'è

    Intermania: il regista che non c'è

    • Cristian Giudici
    Falsa partenza. Dopo il ko a Verona col Chievo, l'Inter non va oltre al pareggio in casa contro il Palermo. E a San Siro, dopo il cordoglio per le vittime del terremoto prima del calcio d'inizio (a proposito, quando impareremo che durante il minuto di silenzio bisogna stare tutti zitti senza applaudire?) a fine partita arrivano i fischi dei tifosi. 

    RINCORSA - Come avevamo anticipato in questa rubrica, cambiando allenatore a ridosso dell'inizio del campionato, andava messo in preventivo il rischio di una partenza ad handicap come questa. Anche se era comunque legittimo aspettarsi qualcosa in più del misero bottino di un solo punto raccolto nelle prime due giornate. L'Inter non partiva così male dal 2011, quando Gasperini perse 4-3 a Palermo e pareggiò 0-0 con la Roma, per poi crollare a Novara ed essere esonerato anche per le precedenti sconfitte nel derby col Milan in Supercoppa e a San Siro col Trabzonspor in Champions League. Quella stagione i nerazzurri finirono sesti in classifica e con un altro cambio di allenatore (Stramaccioni per Ranieri). 

    MERCATO IN DIFESA - La storia non può e non deve ripetersi, quest'anno bisogna centrare l'obiettivo di tornare nell'Europa che conta. La società ha messo in mano a de Boer un ricco mazzo di carte con quattro nuovi assi: Banega, Candreva, Joao Mario e Gabigol. Dietro la coperta è un po' corta, infatti il ds Ausilio sta cercando di pescare un difensore (utilizzabile sia come terzino che da centrale) sul mercato tra Caceres, Criscito, Izzo e Darmian. 

    KONDO E MEDEL NON INSIEME - Nel frattempo il tecnico olandese è al lavoro per trovare la quadratura del cerchio. La partita col Chievo ha dimostrato che è meglio puntare sulla difesa a quattro, quella contro il Palermo che Medel e Kondogbia (peggiore in campo) non possono essere le due mezzali titolari. In un centrocampo a tre serve almeno un elemento bravo negli inserimenti senza palla e con senso del gol. Basti pensare alla Juventus, che l'anno scorso ha rimpiazzato Vidal con Khedira, attuale capocannoniere dei bianconeri. L'unico giocatore con queste caratteristiche nella rosa nerazzurra è Brozovic. Forse Joao Mario, ma chi vi scrive lo ha visto giocare soltanto nel ruolo di esterno offensivo (a destra nello Sporting Lisbona e a sinistra nella nazionale portoghese) e quindi non è in grado di esprimere un giudizio. In tal caso le due ali titolari devono essere Candreva e Perisic, ma questo de Boer lo sa benissimo e sta solo aspettando che entrambi tornino al massimo della forma per avere i 90 minuti nelle gambe. Aperta e chiusa parentesi: col Palermo il tempo effettivo di gioco è stato di soli 45 minuti. 

    PLAY BASSO - Discorso a parte per Banega. Il suo ruolo naturale è quello di trequartista nel 4-2-3-1 dove ha fatto benissimo a Siviglia, ma forse in questa Inter serve più da playmaker basso nel 4-3-3 come ha giocato ieri, visto che non c'è un vero regista. E' vero: l'argentino ha perso qualche pallone di troppo, ma non è colpa sua se i compagni non si muovevano sempre per smarcarsi. Inoltre in quella posizione Banega non può garantire filtro davanti alla difesa, ma a coprirgli le spalle deve pensarci un interditore (più Kondogbia che Medel anche per una questione di età e altezza), mentre l'altra mezzala (Joao Mario o Brozovic) deve supportare l'unica punta centrale (Icardi). La sosta regala due settimane di tempo per lavorarci, però senza i nazionali. Il prossimo impegno è a Pescara contro il futuro dell'Inter: Caprari e Manaj, entrambi già in gol in questo campionato. E' una buona o una cattiva notizia? 

    @CriGiudici

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