Isak, talento che vuole essere Paperoga
26/01/2017, 19:19
di Stefano Benzi
In questi giorni in cui il calciomercato italiano si arrabatta sulle sue questioni e sui suoi scambi di prestiti gratuiti, facendo sempre di più di questa finestra di gennaio una sorta di prologo di quanto si vedrà in estate, vale la pena sottolineare il passaggio di un ragazzo di appena 17 anni, Alexander Isak dall’AIK Solna al Borussia Dortmund. Intanto perché Alex è davvero molto forte: inutile sottolineare i paragoni che immediatamente lo hanno definito il nuovo Ibra. Perché Isak è molto alto, 1.91, ma magrissimo: appena 70 chili. 
Sulle sue tracce c’erano la Juventus, lo United, il City, il Real Madrid, il PSG e il Bayern Monaco ma alla fine l’ha spuntata il Borussia Dortmund. Sulla trattativa l’ultima parola l’hanno voluta i genitori di Alex: “I soldi sono importanti ma voglio altro…” – ha detto suo padre prima di entrare nella sala riunioni insieme al direttore sportivo del Borussia Michael Zorc e agli avvocati. Quello cui il padre di Isak era interessato erano le ‘garanzie’.

La famiglia di Alex non è ricca: mamma e papà sono di origine eritrea e hanno lavorato duramente per consentire a Isak la scuola e il calcio…. “Volevamo essere sicuri che il ragazzo avrebbe avuto un futuro indipendentemente da come andrà la sua carriera calcistica. Scuola, università, inserimento nel mondo del lavoro, sanità… tutto”. E fu così che Alex si ritrovò con un contratto firmato che non lo renderà ricco, non ancora, ma potenzialmente lo potrebbe rendere un fuoriclasse. Il Borussia ha versato nelle casse dell’AIK Solna 9 milioni di euro e ha vincolato in un fondo intestato al ragazzo quattro milioni che diventeranno dodici tra tre anni quando il contratto scadrà per rinnovarsi con un nuovo contratto quadriennale su cifre molto superiori. Per ora sono quattro milioni in tre anni. Sembra persino poco in questo periodo di cifre cinesi folli.

Ma se il papà di Alex aveva le idee chiare circa il futuro di suo figlio, il ragazzo ha le idee chiarissime su quello che vuole fare: “Voglio giocare – ha dichiarato immediatamente dopo aver siglato l’accordo – voglio imparare da giocatori più bravi di me e giocare non appena mi daranno un’occasione”. E al Dortmund, una squadra che dieci anni fa rischiava di sparire dal calcio perché sprofondata sull’orlo di una bancarotta, la tradizione di giocatori giovani che arrivano al successo è consolidata: Ousmane Dembele (19), Christian Pulisic (18), Julian Weigl (21) and Raphael Guerreiro (23). I teenager Felix Passlack ed Emre Mor (fortissimo anche lui) stanno sfondando in prima squadra. In precedenza ci furono Mats Hummels preso dagli scarti del Bayern Monaco, Ilkay Gündogan dal Norimberga e Robert Lewandowski dal Lech Poznan. Tutti questi trasferimenti hanno una paternità, quella di Michael Zorc, il direttore sportivo che scova talenti e probabilmente ha avuto un’influenza superiore a quella di Klopp e Tuchel messi insieme. 

Tutti lo chiamano il nuovo Ibra ma Alex, che è sfrontato sul campo ma di una timidezza disarmante fuori dice… “Con tutto il rispetto penso di assomigliare più a Goitom che è eritreo come me e che ho conosciuto bene quando tornò al Solna tra il 2012 e il 2015, per me è stato un buon esempio”. Oggi, Goitom, che non è certo una delle figurine più pregiate del mazzo, gioca in MLS nei San José Earthquakes. Tempo fa era passato anche dall’Udinese. “Da grande vorrei essere come Goitom”, con tutto il rispetto, suona un po’ come se  un ragazzino appassionato di fumetti aspirasse a diventare Paperoga. Ma tant’è… Alex Isak, il ragazzo che il 21 settembre scorso ha festeggiato il suo 17esimo compleanno segnando due gol nel Twin Derby contro il Djungarden, ha tutto per essere predestinato e viene quasi naturale sperare che questo ragazzino alto e leggersissimo, con un dribbling sontuoso e un un tiro che è una saetta, ci regali un bel lieto fine. 
Stefano Benzi
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