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  • Jacobelli, Silvio te lo ridiciamo anche in cinese: basta, vendi subito il Milan

    Jacobelli, Silvio te lo ridiciamo anche in cinese: basta, vendi subito il Milan

    L'autocitazione è sempre inelegante. Eppure diventa doverosa, dopo l'ennesima, invereconda figuraccia del Milan, sconfitto dall'Udinese molto più di quanto non dica il risultato finale. Calciomercato.com l'aveva detto a Berlusconi in gennaio, gliel'aveva ripetuto in marzo, lo ribadisce stasera: Berlusconi, basta con questo strazio. Venda subito il Milan. Non esiti. Non tiri sul prezzo. Non tergiversi. I cinesi di Lee o i thailandesi di Bee: l'ex premier ceda la società al miglior offerente, che sia così danaroso da prepararsi a spendere molto per rifare la squadra da capo a piedi, purchè venda.
    Milioni di tifosi rossoneri non ne possono più di questo strazio. E hanno tutte le ragioni del mondo. Vivaddio, questo è il Milan, non il Vattelapesca.
    La durissima requisitoria di Inzaghi dopo la sconfitta è emblematica. Vuol dire che tutto è perduto se monta su tutte le furie anche l'allenatore mandato allo sbaraglio da una società che fra gennaio e giugno 2014 di tecnici ne ha cambiati tre. Dopo avere cacciato Allegri il quale si sta coprendo di gloria nella Juve. Dopo avere liquidato Seedorf (35 punti nel girone di ritorno: soltanto Conte e Garcia avevano fatto meglio di lui) pur continuando a pagarlo circa 206 mila euro netti al mese sino al 30 giugno 2016. Dopo avere ingaggiato un debuttante asosluto mettendogli a disposizione la rosa più scadente in  ventinove anni di gestione berlusconiana.
    Con l'aggravante che questa rosa, staccata di 30 punti dalla Juve avendo però già giocato la partita n.32, a Udinese ha clamorosamente tradito proprio l'unico che continuava a credere nell'impossibile, cioè di avere in mano una squadra e non un ectoplasma: Filippo Inzaghi.


    Xavier Jacobelli
    Direttore Editoriale www.calciomercato.com

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