Juve, schiaffi sul mercato da Witsel e dall’Inter. Ma c'è una soluzione: Kessie
04/01/2017, 11:40
di Stefano Agresti

Il mercato della Juve si è impantanato il 31 agosto, con la famosa cena a base di pizza che Witsel ha consumato assieme a Marotta nella sede della Juve in attesa del via libera dallo Zenit: l’okay al trasferimento non è mai arrivato e da quel giorno i bianconeri sembrano entrati in un tunnel. La società che aveva dominato l’estate prendendo Higuain e Pjanic, Benatia e Dani Alves e anche Pjaca, è improvvisamente andata in difficoltà.

 

Negli ultimi giorni, la Juve ha preso altri due schiaffi. Uno dallo stesso Witsel, destinato a diventare bianconero a gennaio o - al limite - a giugno: macché, se n’è andato in Cina, giurando che sarà per sempre un grande tifoso juventino. Il fatto è che Allegri non ha bisogno di sostenitori (di quelli la sua squadra ne ha già diversi milioni in ogni angolo del mondo), ma di un bel centrocampista che possa aiutarlo soprattutto in Champions. Poi è arrivato anche l’altro colpo in pieno volto, stavolta per mano dell’Inter che s’è portata via Gagliardini: una botta forse ancora più dolorosa della precedente, perché portata dal club più odiato e in cerca di rilancio. Marotta sostiene che la Juve non ha mai voluto Gagliardini, in realtà le cronache del mercato raccontano altro.

 

Ancora Marotta racconta che la Juve non acquisterà nessuno a gennaio, che il mercato è chiuso, che non serve un centrocampista perché è arrivato Rincon e sta rinascendo Marchisio. In realtà non è così, il reparto non è affatto a posto, altrimenti non si capisce perché la società bianconera stesse cercando di acquistare anche Witsel. Non a caso si fanno altri nomi: Tolisso, N’Zonzi. Gente costosa e che, soprattutto, non può giocare in Champions (infatti si parla anche della possibilità di far slittare queste operazioni a giugno). E allora?

 

Allora non si capisce perché la Juve, che ha evidentemente capitali da investire, non vada su un calciatore che è raggiungibile e che ha tutte le qualità necessarie per essere subito decisivo: Kessie. E’ giovane, innanzitutto: appena vent’anni, compiuti da qualche giorno. Ha doti atletiche e tecniche straordinarie: dinamismo, forza, piedi buoni, senso del gol, personalità. Ha la possibilità di lasciare subito l’Atalanta, perché - Gagliardini lo insegna - Percassi non può frenare le ambizioni dei propri giovani, soprattutto davanti a offerte importanti. E’ perfetto sul piano tattico, perché è proprio ciò che serve ad Allegri: un elemento esplosivo e dotato di cambio di passo. Infine, è utilizzabile anche in Europa.

 

Immaginate un centrocampo formato da Khedira, Marchisio e Kessie a sostegno di Pjanic trequartista: ecco, così la Juve sembrerebbe davvero competitiva anche in quel reparto con chiunque, Champions compresa. E allora perché i bianconeri si sono fermati, dopo avere incontrato il manager del giovane? Perché non hanno portato avanti questa trattativa? Davvero ci sono motivi - diciamo così - comportamentali dietro la retromarcia bianconera? Noi restiamo convinti che Kessie rimanga la soluzione migliore, la più logica, per il presente e il futuro. E non ci sorprenderemmo se presto, molto presto si tornasse a parlare di questa operazione.

@steagresti
 


Stefano Agresti
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