Kalinic in panchina: Sousa, ma perché devi sempre fare il fenomeno?
16/12/2016, 09:00
di Stefano Agresti
Abbiamo notevole ammirazione per Paulo Sousa: il modo in cui la Fiorentina ha prodotto bel calcio, nell’ultimo anno e mezzo, è dovuto essenzialmente a lui, alle sue idee, alle sue convinzioni. E ci piace anche l’atteggiamento a volte incredulo, a volte un po' snob con cui osserva gli impacci della società viola sul mercato: ma com’è possibile che ne combinino così tante?, sembra chiedersi. In effetti, ripensando anche all’ultima campagna acquisti, è difficile darsi spiegazioni.

 

A volte, però, Paulo Sousa esagera. E fa il fenomeno più di quanto in effetti non lo sia. Come contro il Genoa, ad esempio. Che senso ha l’esclusione di Kalinic dopo la meravigliosa doppietta e la grande partita del centravanti croato contro il Sassuolo? Qual è l’obiettivo? Cos’è che passa per la testa a un allenatore che prende il suo miglior calciatore, in forma straordinaria, e lo butta in panchina per sostituirlo con Zarate? Una risposta c'è e un po’ inquieta: Sousa ha la mania di stupire, quasi una malattia. Vuole sempre sorprendere, anche quando non ce n’è bisogno. E forse ha anche l’intenzione di rivendicare la propria importanza, la propria superiorità su tutto quello che lo circonda: Kalinic è importante ma io lo sono di più, infatti lo lascio fuori anche quando sta benissimo. Mah.

Con Kalinic, è rimasto in panchina pure Ilicic. Insomma, questa sconfitta Sousa se l’è cercata. Poi è vero che contro il Genoa, soprattutto a Marassi, si può anche perdere, tanto che perfino la Juve ci ha lasciato tre punti. Ma almeno giocarsela con la formazione migliore, senza essere vittime della propria vanità, era un dovere. Macché: la Fiorentina senza Kalinic è stata travolta in quel quarto d’ora che restava del primo tempo. E quando il croato è entrato, era già troppo tardi.

La Fiorentina ha perso una grande occasione per avvicinare la vetta. Ma Sousa non se la potrà prendere con chi non gli acquista calciatori d’alto livello: stavolta la colpa è tutta sua.

@steagresti
 


Stefano Agresti
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