Cristiano Ronaldo intoccabile: ma la censura non fermerà Football Leaks
09/12/2016, 15:30
di Pippo Russo
Di questi tempi succedono cose strane nel mondo dell'informazione. L'edizione di Le Monde datata 8 dicembre è andata in edicola con una prima pagina dedicata alle ultime rivelazioni provenienti dall'archivio di Edward Snowden. Come al solito sono stati portati a conoscenza del pubblico contenuti clamorosi, riguardanti lo spionaggio effettuato ai danni di utenze telefoniche intercettate durante viaggi su voli commerciali (LEGGI QUI). E ancora una volta si è trattato di notizie molto imbarazzanti per le agenzie d'intelligence statunitense e britannica, che risulta abbiano spiato persino i diplomatici d'un paese alleato come Israele.

Tre giorni prima (lunedì 5 dicembre) era andata in edicola un'altra prima pagina, pubblicata dall'omonimo quotidiano spagnolo El Mundo. Ma il segno di quest'altra prima pagina è opposto, perché riporta la notizia dello stop ordinato alla stessa testata e al consorzio European Investigative Collaborations (EIC) riguardo alla pubblicazione dei documenti di Football Leaks (LEGGI QUI). A ordinare lo stop è il giudice Arturo Zamarriego. Il curriculum giudiziario di quest'ultimo racconta di un atteggiamento parecchio restrittivo riguardo al rapporto fra giustizia e mezzi di comunicazione (LEGGI QUI). Sicché egli non ha esitato nel raccogliere la denuncia proveniente dal potente studio legale madrileno Senn Ferrero, che tutela in Spagna gli interessi di Cristiano Ronaldo e della Galassia Mendes. E ha agitato lo spauracchio dell'articolo 197.1 del Codice Penale spagnolo, la cui violazione può comportare una pena da uno a cinque anni di carcere.

Com'era ovvio, sia El Mundo che le altre testate radunate nell'EIC non hanno ceduto al diktat. La pubblicazione dei documenti va avanti, e quanto alle conseguenze giudiziarie di questo lavoro giornalistico si starà a vedere. Ma il vero punto della questione è un altro, e sta nella comparazione fra i casi Le Monde-Snowden e El Mundo-Football Leaks. Nel caso dei dossier messi a disposizione da Snowden, siamo in presenza di informazioni delicatissime e gravissime, che intaccano la sfera della sicurezza nazionale dei singoli paesi e mettono a repentaglio le relazioni diplomatiche fra i governi dei principali governi del mondo. Ma nonostante ciò, nessun giudice di qualsiasi paese si è mai sognato di emettere un provvedimento restrittivo che ostacolasse la pubblicazione di quelle notizie da parte delle fonti d'informazione. Si è tentato di perseguire penalmente colui che le ha sottratte (così come si è provato a fare altrettanto con Julian Assange, il fondatore di Wikileaks), ma nessun magistrato si è lasciato sfiorare dall'idea di negare il carattere di "pubblico interesse" a quelle informazioni, lasciando così che l'opinione pubblica globale ne venisse a conoscenza e si facesse un'idea più precisa del grado di sorveglianza cui tutti quanti siamo sottoposti. Nel caso delle informazioni pubblicate da EIC-Football Leaks siamo invece in presenza di circostanze molto meno gravi. Quanto fin qui pubblicato riguarda la costituzione di fitte reti finanziarie offshore per consentire ai protagonisti del mondo del calcio di beneficiare d'un regime fiscale nettamente favorevole. Che ciò configuri anche il reato di evasione fiscale, lo stabiliranno le inchieste delle autorità tributarie nazionali e gli eventuali procedimenti giudiziari che dovessero seguirne. La sola cosa che però è fuori discussione è l'interesse pubblico delle informazioni in questione. Si parla infatti di soggetti (i protagonisti del calcio globale) che godono di una straordinaria rilevanza sociale e mediatica. Che grazie a questa rilevanza si sono costruiti delle possibilità di guadagno inimmaginabili per il 99,9% di chi li vede operare sul campo da gioco, e li finanzia spendendo una quota delle proprie risorse economiche. Ma che nonostante una ricchezza esorbitante, cercano la scorciatoia fiscale per massimizzare ulteriormente i guadagni. Il che suona a beffa ulteriore per il pubblico che li finanzia, i cui redditi incomparabilmente inferiori sono tassati senza possibilità dio scampo. Qualcuno sarebbe pronto a contestare l’interesse pubblico di tutto ciò?

La risposta è: nessuno, tranne i diretti interessati, i loro consulenti legali e fiscali, e il giudice Zamarriego. Che nell'emettere l’ordinanza prova a conseguire un esito di carattere giurisdizionale, ma ne ha già ottenuto uno comunicativo: diffondere per l'ennesima volta l'immagine d’intoccabilità del calcio, e quel suo sentirsi un'enclave extraterritoriale in materia di rispetto delle regole. Una cosa inaccettabile oggi più che mai. Per questo il lavoro di pubblicazione dei materiali di Football Leaks continuerà. E alla sua divulgazione contribuiremo anche noi di Calciomercato.com, rilanciando e commentando le notizie. Oggi come domani, quando torneremo sulle idiosincrasie fiscali di Cristiano Ronaldo.

Twitter: @pippoevai
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