La Juve vince, ma torna a giocare male. E Dani Alves è una delusione
08/02/2017, 23:00
di Giancarlo Padovan
La notizia non è che la Juve vince ancora - battuto il Crotone, diciannovesimo successo su ventitré gare, sette punti di vantaggio sulla Roma -  ma che è tornata a giocare male, nonostante il 4-2-3-1 e quattro giocatori offensivi su cinque in campo. Colpa di Massimiliano Allegri? Certamente no. La colpa, questa volta, è del turnover - inevitabile avendo tre partite in una settimana - e della concentrazione assai relativa con cui per un tempo abbondante è stato affrontato un avversario costantemente nella propria metacampo e, dunque, dietro la linea della palla. Il Crotone non poteva pensare di fermare così la Juve. E, infatti, la sensazione è che volesse contenere il punteggio senza cercare un risultato diverso da un’onorevole sconfitta. 
 
Partiamo dal turnover. Fuori Chiellini e Marchisio (infortunati), a riposo Lichtsteiner, Alex Sandro, Pjanic e Cuadrado. Cinque titolari in meno rispetto alla partita con l’Inter, con Dani Alves al vero rientro a due mesi e mezzo dall’infortunio, più Rugani per Chiellini, Asamoah per Alex Sandro, Rincon per Pjanic, Pjaca per Cuadrado. Il terzino brasiliano è stato tra i peggiori in senso assoluto cercando improbabili lanci - tutti sbagliati - per le punte, fino a provocare il dispetto di Allegri in panchina e dei molti juventini allo stadio e davanti alla tv. E’ chiaro che non è questo il calciatore che la Juve ha voluto la scorsa estate e che finora ha fatto meno di quanto si sperasse. Però attenderlo è obbligatorio dopo l’incidente di Genova. In questi casi serve pazienza e Allegri, che ne ha avuta tanta, è stato ripagato dal cross che ha generato l’1-0 (15’ della ripresa). Sul traversone, infatti, si è scagliato come una furia Asamoah che ha schiacciato di testa nell’angolo. Cordaz non ha trattenuto e, come un’aquila, sul pallone si è avventato Mandzukic che ha insaccato con un tiro all’altezza della linea di fondo. Nulla di prodigioso per nessuno dei tre, ma un’operazione chirurgica riuscita dopo un’ora di stenti.
  
Perché tanta fatica? L’ho detto e lo ripeto: la Juve è scesa in campo poco feroce e poco concentrata, ha fatto girare la palla molto lentamente, il ritmo è stato basso e, per di più, non ci sono stati movimenti senza palla a dettare un eventuale passaggio filtrante. Anche Bonucci (bravissimo dopo l’intervallo e nell’azione del primo gol) si è adeguato alle iniziative di Dani Alves e la Juve, nel primo tempo, ha collezionato giusto un paio di occasioni. Un tiro dal limite - contrato - di Dybala su assist volante di Higuain (23’) e un salvataggio di Ferrari (45’) al culmine di un’azione che ha visto Pjaca colpire di testa, Cordaz respingere e ancora Dybala scavalcare il portiere con una conclusione “sporca”. Prima di rassegnarsi ai cambi, Allegri ha saggiamente provato a mischiare ruoli e compiti. Pjaca è stato spostato da destra a sinistra, Dybala dal centro a destra, Mandzukic da sinistra al centro dietro Higuain. Questo è accaduto intorno alla metà del primo tempo quando è apparso chiaro a tutti che sugli esterni il Crotone non avrebbe forzato né con Rosi, né con Mesbah, né con i due di centrocampo (Sampirisi, un terzino, e Stoian).

Sbloccato il risultato, la Juve ha preso a controllare, facendo inviperire il proprio allenatore,  al quale il sorriso è tornato soltanto quando, al 29’, Higuain ha segnato il secondo gol su assist di Rincon. Devo ammettere che il gesto tecnico del venezuelano è stato notevole, anche se alla sua crescita ha provveduto l’ingresso di Pjanic (al posto di Khedira) che gli ha aperto la strada al passaggio vincente. A mio giudizio, alla partita della Juve è mancata proprio la qualità del bosniaco, almeno fino a quando non è entrato. Con lui la manovra è meno piatta e le occasioni sgorgano con maggiore frequenza. Una l’ha conclusa lui stesso con un tiro al volo all’incrocio dei pali (39’), su assist di Barzagli, sostituto di Dani Alves. Da rivedere Marko Piaca. Ha grande forza fisica e un’ottima tecnica, manca ancora di destrezza. La potrà trovare solo giocando di più. Capitolo rigori. Ce n’era uno per parte. Pro Juve: fallo di Mesbah su Dybala in chiusura del primo tempo. Pro Crotone: Rugani strattona Falcinelli dopo il gol del 2-0. Valeri ha fatto proseguire e nessuno ha avuto da dolersene.
Giancarlo Padovan
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