LE PAGELLE DEL MERCATO: Inter regina, Juve insufficiente, il Milan si salva. Roma e Lazio, disastro: doppio 4
01/02/2017, 00:00
di Stefano Agresti

ATALANTA 7,5. E’ certamente più debole di quando il mercato è cominciato, perché ha venduto Gagliardini (e non può essere Cristante a rimpiazzarlo in modo adeguato). Ma una società come quella bergamasca vive anche di cessioni eccellenti tipo questa, soprattutto se la valutazione è elevata - o quanto meno congrua. O tipo quella, già programmata, di Caldara alla Juve nel 2018.

 

BOLOGNA 5. Mosse di contorno: Floccari va in B, dalla B arriva Petkovic. Quasi niente, insomma.

 

CAGLIARI 5,5. Cambia il portiere perché Storari a Cagliari non poteva proprio più stare: una sconfitta, comunque. Interessante l’idea di provare a valorizzare Miangue, che con de Boer all’Inter aveva destato una buona impressione.

 

CHIEVO 5. Il nulla. Del resto l’organico è già dignitoso e le tre retrocesse sono decise da tempo: i veronesi preferiscono non spendere.

 

CROTONE 5. Molti tentativi, frustrati da troppi rifiuti. Peserà l’addio di Palladino, non rimpiazzato dal ritorno di Budimir. Acosty può dare una mano ma non la svolta.

 

EMPOLI 5. Il cambio Saponara-El Kaddouri ci sta per un club che i propri talenti spesso li vende. Il fantasista italiano, peraltro, sembrava ormai perso alla causa della squadra di Martusciello. Ma dal mercato esce un po’ più debole.

 

FIORENTINA 6,5. Sportiello è un bell'acquisto, Saponara un inno alla speranza (di recuperarlo). Manca ancora un difensore di livello. E poi c’è il colpo-Kalinic, realizzato però grazie al no del croato alla Cina e non per meriti propri. Tant’è: l’importante è che rimanga. Già: ma resta davvero? Il mercato, a Pechino, chiude il 23 febbraio: se Nikola dovesse partire nelle prossime settimane, il voto cambierebbe…

 

GENOA 4,5. Il solito tourbillon di gennaio, reso stavolta ancora più agevole da una classifica senza rischi. Le partenze di Rincon, Pavoletti e anche Ocampos sono pesantissime e non possono bastare i tanti arrivi - alcuni anche di livello buono - per rimpiazzarli. Soprattutto, il povero Juric deve praticamente ricostruire la squadra da zero.

 

INTER 8. Una grande operazione in entrata (Gagliardini), buoni anche gli affari in uscita di calciatori ormai fuori dai programmi nerazzurri (Melo, Jovetic, Ranocchia, Gnoukouri).

 

JUVENTUS 5,5. Serviva - per ammissione degli stessi dirigenti bianconeri - un centrocampista di livello internazionale: il solito Witsel. Poi il belga è andato in Cina ed è arrivato Rincon, zero presenze in Champions nella carriera: non proprio la stessa cosa. Inoltre ha perso Evra: okay, non era più affidabile come in passato, ma non è stato rimpiazzato. Colpi importanti in prospettiva futura: Caldara e Orsolini. Il nostro voto, però, è al mercato di gennaio. E non è sufficiente.

 

LAZIO 4. Zero acquisti: prevedibile, in fondo. Ma le partenze di Cataldi e Kishna tolgono a Inzaghi due alternative ai titolari (il giovane italiano era il primo cambio a centrocampo). Va bene non rafforzarsi, ma che la quinta in classifica esca indebolita dagli affari di gennaio è paradossale.

 

MILAN 6,5. Mercato difficilissimo, perché condotto da una società sdoppiata e con l’obbligo di non spendere. Deulofeu è una bella scommessa e intriga anche il talentuoso Ocampos che va a sostituire l’incompiuto Niang. Il colpo migliore, però, è forse la cessione di Luiz Adriano. Semmai ci aspettavamo un inserimento a centrocampo per l’infortunio di Bonaventura, ma senza soldi è tutto complicato.

 

NAPOLI 6,5. Un mese e mezzo fa il cambio Pavoletti-Gabbiadini sembrava un’ottima operazione, adesso (dopo i gol di Manolo e qualche difficoltà nel recupero fisico di Leonardo) lo sembra molto di meno. Ma poche settimane non possono ribaltare i giudizi: il doppio affare ha una logica tecnica.

 

PALERMO 4,5. Ha perso Hiljemark e Quaison e non ha acquistato nessuno che possa far pensare a un cambiamento di rotta. Ormai Zamparini combina solo danni.

 

PESCARA 6. Una mezza rivoluzione, con la speranza che qualcosa cambi e magari - chissà - almeno una vittoria arrivi. Se non altro ci prova.

 

ROMA 4. Tante idee belle o bellissime, da Defrel a Kessie, da Giaccherini al rientro anticipato di Pellegrini fino alla cessione di Gerson. Tutte naufragate. Grenier è una scommessa anche sensata, perché a costo zero, ma è - appunto - una scommessa. Apprezzate le intenzioni, restano i risultati: pessimi. E l’uscita di Iturbe, nonostante il suo contributo pressoché nullo, numericamente può pesare.

 

SAMPDORIA 6. Ha preso Bereszynski e Simic per cercare di sistemare almeno un po’ la difesa, già il fatto che non abbia ceduto nessuno è un piccolo successo.

 

SASSUOLO 6,5. Ha resistito agli assalti per Acerbi, Pellegrini e Defrel: un comportamento da società solida e ambiziosa.

 

TORINO 5,5. Iturbe è un tentativo, il resto è contorno. Un po’ poco per chi aspira (o aspirava?) all’Europa.

 

UDINESE 6. Cercherà di valorizzare finalmente Gnoukouri, arrivato in una squadra in cui forse potrà mostrare quanto vale.

 

@steagresti
 


Stefano Agresti
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