Liga peggio della Serie A: Real e arbitri, il complotto non è più made in Italy
28/02/2017, 17:00
di Luca Borioni
Le polemiche sugli arbitri non sono più un'esclusiva del made in Italy.

Anche in Spagna accade che ci sia una squadra molto forte e potente, che vince tanto suscitando invidie e generando polemiche, specie dopo una vittoria in trasferta ottenuta in rimonta dallo 0-2 al 3-2 finale e con un bel rigore concesso dall'arbitro (Jesus Gil Manzano) per un mani in area di un giocatore (Bruno Soriano) colpito da un pallone prima sul petto e poi sul braccio… Cose già viste a queste latitudini.

La squadra in questione è però il Real Madrid, protagonista del contestato successo in casa del Villarreal. Che nel finale del match avrebbe voluto a suo volta un rigore per un tocco, sempre con il braccio, da parte di Marcelo.

Nella patria della panolada (la protesta educata e composta dei tifosi che sventolano fazzoletti bianchi per esprimere disappunto) si è andati oltre. Vila-Real è diventata la cittadina di una qualsiasi provincia italiana.

Il presidente del club gialloblù, Fernando Roig, ha denunciato ai microfoni di Radio Marca che a fine gara l'arbitro e gli assistenti hanno lasciato lo stadio con borse piene di oggetti donati dal Real Madrid.

E i tifosi di casa sono riusciti a sistemare sul parabrezza dell'auto del senor Manzano un biglietto con la scritta "ladrones", che non serve tradurre.

Non solo, a fine match in sale stampa era arrivato un tweet del difensore del Barcellona, Gerard Piqué, piuttosto inequivocabile "contro le stesse avversarie, 8 punti, né più né meno" dove si sosteneva come contro le stesse squadre il Barça rispetto al Madrid avesse perso molti punti. Piquet aveva già urlato, anche materialmente davanti alle telecamere, il proprio sconcerto per le decisioni arbitrali ritenute favorevoli in più occasioni ai rivali blancos. Ma il collega e rivale Sergio Ramos gli ha risposto in diretta: "Se fosse stato Messi a dire certe cose mi sarei stupito, ma Piqué lo conosciamo…".

Come la Serie A, insomma, anzi peggio visto che da noi negli ultimi tempi le polemiche non hanno più superato il livello di guardia e anche le famigerate "interrogazioni parlamentari", quelle iniziative prevalentemente mediatiche di politici altrimenti oscuri, si sono per fortuna rarefatte anche in considerazione del fatto che i politici in Italia hanno (avrebbero) ben altro a cui pensare.

Invece in Spagna il terreno è ancora vergine. Le buste consegnate alla terna arbitrale? Oggetti di scarso valore, ha puntualizzato il club madridista, omaggiati secondo una pratica abituale. Ma immaginiamo una foto - come quelle pubblicate in questo caso Spagna - di un arbitro italiano che se ne esca dallo stadio con una sacca marchiata, per esempio, Juventus Fc…  

Insomma, noi siamo ancora all'avanguardia e più "strutturati" nel territorio dei complotti calcistici, delle illazioni e dei veleni campanilistici. Roig chi? Vuoi mettere con un Gaucci che impreca in diretta all'arbitro che aspetta il taxi vicino all'uscita degli spogliatoi e della sala stampa? O un Anconetani che rischia il coccolone per attaccare verbalmente un cronista "non allineato"?
Del resto, solo in Italia si è sviluppata una vicenda come quella di calciopoli. E non si intravvede all'orizzonte un Moggi ispanico.

Ora la querelle che si sviluppa nella Liga sulla base di uno storico strapotere del Real, forse maggiore di quello esercitato dalla Juventus in serie A, promette ulteriori sviluppi. Sostenuti da una controparte catalana che mai come adesso vive una fase di involuzione in campionato (e anche in Champions, vedi Psg). Valuteremo fino a che punto crescerà. Chissà se riusciranno a sottrarci anche questa nostra peculiarità. Intanto, "el Madrid roba".
Luca Borioni
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