Lo scandalo del derby criptato: Milan e Inter, intollerabili le maglie uguali
20/11/2016, 23:16
di Pippo Russo
Nei giorni scorsi l'Oxford Dictionary ha scelto il termine "post-verità" come parola dell'anno. Ebbene, stasera abbiamo visto andare in onda il post-derby di Milano. Ossia, uno spettacolo calcisticamente improponibile perché ha cancellato per l'occhio dello spettatore ogni traccia di contrapposizione. La disfatta di quel golem che in modo approssimativo viene etichettato come "Calcio moderno", e che invece è soltanto l'insensatezza iper-commerciale eletta a metodo di lavoro.

Abbiamo visto confrontarsi in campo non due squadre, bensì un gruppo di 22 figuranti vestiti di scuro, distinguibili soltanto da dettagli della muta altrimenti marginali quali i calzoncini e i calzettoni. Che però contribuivano a aumentare la confusione anziché diminuirla. Perché in genere il Milan indossa calzoncini e calzettoni di colore bianco, mentre l'Inter li indossa di colore nero. E invece stasera quei colori sono stati invertiti: nero per il Milan, bianco per l'Inter. Come se non si cercasse altro effetto che il frastornamento dello spettatore. Obiettivo centrato, perché quello andato in scena è stato un match da mal di testa. Tale da richiamare alla mente le scene di una ventina di anni fa, quando la pay tv si chiamava Tele+ e i non abbonati percepivano il segnale cripato attraverso il canale televisivo analogico. Sul teleschermo si vedeva agitarsi delle ombre, in negativo. Stasera è andata esattamente così. Visti di schiena, i 22 in campo erano tutti uguali. Impossibile discernere. Merito dei grandi strateghi del marketing, che continuano a divertirsi con le scelte cromatiche eccentriche. Ma anche di chi confeziona il prodotto televisivo, e per questo dovrebbe porre attenzione alla sua fruibilità. Ebbene, stasera abbiamo visto trasmettere in diretta il suicidio del calcio televisivo all'italiana. Uno spettacolo improponibile, dunque invendibile. Una schiacciante dimostrazione d'insipienza, uno spot sulla mancanza di competitività internazionale del calcio italiano come brand da piazzare sui mercati esteri.

È stato uno straniamento costante. Un continuo saltare su dalla poltrona a chiedersi perché diamine quel calciatore del Milan stesse puntando con decisione la porta di Donnarumma, o perché quell'interista andasse a contrastare Icardi. Un casino totale, intollerabile. E poiché non è pensabile che da qui in poi si debba chiedere a una delle due squadre di giocare il derby con la muta di riserva (ciò che fin qui, del resto, non era stato necessario), bisogna che qualcuno intervenga per evitare il ripetersi di questo sconcio visivo. Perché non deve più succedere che lo spettatore debba guardare calzoncini e calzettoni per capirci qualcosa. Lo spettatore paga per vedere una partita di calcio, non per sottoporsi a un Test di Rorschach.

La  cosa più tragica è che questa indecenza sia stata consumata a danno di un derby bellissimo. Come non se ne vedeva da anni. Con colpi di classe assoluta, giocato da due squadre che hanno dato il massimo e avrebbero meritato entrambe di vincere. Aver rovinato uno spettacolo del genere è un crimine al quadrato. Qualcuno paghi per questo scempio.

@pippoevai
Pippo Russo
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