Ma perché Juve e Milan vanno in casa di chi finanzia le stragi?
20/12/2016, 15:15
di Marco Bernardini
Esattamente come era accaduto poco più di un anno fa, il Natale dell’Europa viene macchiato da sangue innocente. Dai morti ammazzati come capretti votivi nella sala del Bataclan a Parigi ai visitatori di un mercatino natalizio a Berlino vittime di un atroce attentato. L’ennesima strage firmata dal terrorismo degli oltranzisti islamici governati e istruiti dal Califfo Nero. In mezzo la carneficina di Nizza di questa estate sulla Promenade e l’assassinio dell’ambasciatore di Mosca ad Ankara.

Intanto Juventus e Milan stanno facendo i bagagli per andarsi a giocare l’italianissima Supercoppa, inventata dall’allora presidente della Sampdoria Paolo Mantovani e sottoscritta dal presidente della Federazione Luciano Nizzola, a Doha la capitale del piccolo ma potentissimo Qatar, l’emirato del Golfo Persico. 

Uno Stato, quello arabo, il quale grazie al petrolio e al gas naturale che possiede in quantità enormi al punto da condizionare tutti i mercati energetici mondiali pensa che tutto si possa comprare. Anche il calcio. Tant’è proprio il Qatar, con la benedizione molto sospetta di Blatter e di Platini, è stato incaricato di organizzare il mondiale del pallone del 2022. Un “classico” planetario che verrà disputato in un luogo assolutamente contrario ad ogni regola di buon senso igienico-sportiva per ragioni climatiche e ambientali inaccettabili. In inverno, per fortuna di Juventus e Milan, le temperature sono sopportabili e il vento che arriva dal deserto non è così intenso da portare in città continue tempeste di sabbia. Ma, purtroppo, c’è ben altro.

Il Qatar, secondo indagini approfondite negli ultimi anni dai “servizi” americani e russi e israeliani, sarebbe uno fra i Paesi più attivi per quel che riguarda il finanziamento al Movimento dei Fratelli Musulmani e di conseguenza ai terroristi dell’Isis. Milioni di dollari fatti pervenire agi uomini del Califfo da parte delle più potenti e ricche famiglie qatariane che andrebbero ad aggiungersi all’esercito di estremisti provenienti dal Qatar che viene addestrato in Libia per poi essere dirottato in Europa con il compito di uccidere uomini, donne e bambini innocenti.

Dunque, era ed è proprio il caso che, in nome del profitto, il calcio italiano consenta a due squadre modello come la Juventus e il Milan di andare nella casa di coloro i quali facendo il doppio gioco (ospitano soldati americani e finanziano il terrore) contribuiscono a portare la morte in Europa? La vicenda mi ricorda un poco di quando, con Panatta e compagni azzurri, andammo a giocare e vincere la Coppa Davis nel Cile del sanguinario dittatore Pinochet. Con due distinguo, in ogni caso. Primo, gli italiani, governo e sport compresi, si posero il problema anche se poi decisero in modo impopolare e antidemocratico. Secondo, le barbarie cilene non venivano esportate in casa nostra.
 
 
Marco Bernardini
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