'Mio figlio è piccolo di statura e nessuno lo vuole!': e se fosse il nuovo Messi?
01/10/2016, 17:15
di Jean-Christophe Cataliotti
Gentile Procuratore,
noto che le scrivono diversi genitori spesso scontenti per quanto accade nel calcio giovanile. Faccio parte del novero anche io, essendo il padre di un calciatore "ripudiato" dai settori giovanili di diverse squadre professionistiche. Ogni volta che mio figlio - che oggi ha 15 anni - va a fare un provino la risposta è più o meno sempre la seguente: "il ragazzo ha una buona tecnica, ma non possiamo prenderlo perché troppo basso per i nostri parametri". Io non riesco a capacitarmi che tecnici qualificati possano bocciare un calciatore solo perché più basso rispetto agli altri coetanei. Non vorrei citare i nomi di campioni che non raggiungono neppure il metro e settanta perché poi rischio di passare come il classico padre esaltato che pensa di avere in casa il nuovo Messi (ops, mi è scappato un nome!). 

Arrivo alla mia domanda: dobbiamo rassegnarci di fronte ai reiterati no provenienti da tutti i tecnici che abbiamo incontrato o dobbiamo, invece, ancorarci alle parole del primo Mister di nostro figlio che ancora sostiene che, appena completerà lo sviluppo, il ragazzo potrà arrivare a giocare tranquillamente tra i professionisti? Max


Caro Max,
lei mi ha posto una delle domande più complicate a cui poter rispondere. E' un interrogativo che sarebbe da inoltrare direttamente ai responsabili dei settori giovanili.
Io mi limito a evidenziare che un calciatore, perchè possa essere considerato un giovane di prospettiva, dovrebbe essere in possesso, ancora prima di qualità fisico-atletiche importanti, di buoni se non eccellenti tempi di gioco. Solo in un secondo momento si potrà andare a valutare il calciatore sotto il profilo fisico e strutturale. Ritengo, allo stesso tempo, che per certi ruoli (es. portiere, difensore centrale) il fisico e l'altezza possano avere un'incidenza notevole. E' vero che anche in questi ruoli esistono le eccezioni (pensiamo, ad es., a Fabio Cannavaro, un centrale non altissimo ma diventato campione del mondo), ma proprio perchè trattasi di eccezioni vanno a confermare la regola generale. Non è dato sapere, leggendo la sua lettera, quale sia il ruolo di suo figlio, quindi non è neanche possibile sbilanciarsi troppo in una risposta che possa accontentare la sua curiosità. Occorrerebbe, viceversa, rivolgersi direttamente al primo allenatore di suo figlio per sapere da lui perché "il ragazzo potrà arrivare a giocare tranquillamente tra i professionisti". Che non sia dotato proprio di quei famosi tempi di gioco di cui le ho sopra accennato?

Ma rivolgiamo il suo interrogativo anche a chi segue questa rubrica, essendo il tema da lei proposto estremamente dibattuto all'interno di tutte le scuole calcio!!! 

Dite la vostra...preferibilmente con commenti il più possibile tecnici!

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Jean-Christophe Cataliotti
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