La Roma supera l'Inter nei ricavi
29/01/2017, 11:00
di Fernando Pernambuco
Nel mondo occidentale azzannato dalla crisi, in particolare in un’ Europa incerta e impoverita, c’è un faro che non accenna a spengersi. Anzi, brilla sempre più. Questo faro è il business del calcio. Lo rivela un rapporto dell’UEFA da poco pubblicato.

A partire dal 1996, il giro d’affari del calcio europeo è salito del 600%. Dai 2,8 miliardi di euro di vent’anni fa si è passati ai quasi 17 miliardi del 2015. Fattori determinanti, l’aumento dei diritti TV,  di quelli commerciali, degli sponsor e, elemento molto importante, degli stadi di proprietà. Nella generale tendenza positiva c’è chi cresce moltissimo e chi invece assai meno. Negli ultimi sei anni  la Premier League (nettamente in testa) presenta un  fatturato che è aumentato dell’82% per un totale di quasi 2 mila milioni in più. Un valore che è maggiore di 5 volte rispetto a quello della serie A. L’Italia si piazza al quarto posto con un +380 milioni di euro, sempre negli ultimi sei anni, dietro a Inghilterra, Germania e Spagna. Segue a ruota la Francia.

Le società più ricche sono cresciute in misura maggiore delle altre. I primi 15 club hanno visto aumentare le loro entrate per 1,5 miliardi di euro, mentre gli altri 700 appartenenti ai 20 campionati più importanti, hanno registrato un incremento del loro giro di affari di 500 milioni. 

Gli stadi di proprietà sono il vero e proprio motore che, negli ultimi anni, ha generato questo balzo in avanti. I ristoranti, i musei, i bar, i negozi e in alcuni casi l’affitto di spazi sta realizzando entrate superiori alla vendita dei biglietti. Negli ultimi dieci anni sono stati presentati nel mondo 240 progetti di stadi, di questi 167 sono nei territori di federazioni UEFA. Tra i Paesi più dinamici, sempre nello tesso periodo, Inghilterra e Germania con 12 e 16 progetti, ma la Turchia li precede con ben 18 progetti; seguono Russia e Polonia (14 progetti a testa). Fra il  2014 e la fine del 2016 - continua il Report dell’ UEFA - in Europa sono stati completati 58 nuovi stadi rispetto ai 23 del periodo 2010-2014.

Le società europee fanno sempre più gola agli investitori di altri continenti. 45 club dei campionati più importanti sono di proprietari stranieri, di 18 diverse nazionalità. Nel 2016 si sono avute ben 10 acquisizioni di società europee, di queste 8 sono targate Cina.

Il calcio italiano però, alla voce ricavi, cresce meno rispetto a quello europeo. Considerando le prime tre società per fatturato di Inghilterra, Germania, Spagna, Francia, l’Italia resta nettamente indietro. Tra il 2010 e il 2015, per il nostro Paese, si legge : +5,2%. Per l’Inghilterra, nello stesso periodo : +20,9%. La Germania segnala un aumento del 13,4%; la Spagna: +9,3%. Il balzo maggiore è quello della Francia, che però era assai indietro: +51,1%,  grazie all’ ingresso degli emiri del Qatar nel Paris St.Germain. Anche se la voce principale degli introiti, nello stesso periodo, resta in media quella dei diritti televisivi (+34%) sono le altre voci, sponsor, biglietti, diritti commerciali a salire vistosamente. In Inghilterra (2010-2015) il merchandising, le sponsorizzazioni, i negozi, sono passati dal 29% al 44% sul totale dei ricavi. In Italia, per lo stesso periodo, si conta un +1,5% (dal 33,5 al 35%), anche se nell’ ultima stagione i ricavi commerciali per i nostri “top club” (Juve, Milan, Inter, Roma) sembrano in significativo aumento.  Il calcio italiano, tuttavia, pare ancorato  principalmente alla vendita dei diritti TV e questo non lo ha aiutato a crescere. Sei anni fa Juve, Milan e Inter sopravanzavano, nei loro ricavi totali, di 100 milioni di euro i primi tre club tedeschi. Adesso quegli stessi club ci superano per 400 milioni. Impietoso il confronto con gli inglesi. Sei anni fa, le nostre tre prime squadre si trovavano a – 100 milioni di euro rispetto ai loro omologhi albionici, oggi  i britannici sono a un + 900 milioni di euro.

Nel 2015,  i club più ricchi sono stati: Real Madrid (per l’undicesima volta al primo posto) con un introito di 578 milioni di Euro, il Barcellona con 565 milioni, il Manchester United (519,5 milioni) e il Paris Saint Germain a 484 milioni di Euro. Un rapporto della Deloitte fa notare curiosamente come nei ricavi del Real Madrid si registri una perdita alla voce  diritti televisivi (-4,3 milioni) compensata da maggior ricavi nelle entrate commerciali (+22,7 milioni) e incassi al botteghino (+9,1 milioni). Fra gli italiani, al primo posto la Juventus con 325 milioni, al secondo il Milan a 217 milioni; seguono la Roma con 181 milioni e l’Inter con 172 milioni.

Secondo il Rapporto dell’ UEFA, il Fair Play finanziario ha giocato un ruolo estremamente positivo. Nel 2011, infatti, le perdite dei club in sofferenza ammontavano a 1,7 miliardi, mentre nel 2015 la stessa voce registra un – 300 milioni di euro e da 11 società con un ammanco superiore ai 45 milioni di Euro nel 2011, si è passati a 4 nel 2015.

Il Fair Play finanziario dell’ UEFA sta facendo scuola se è vero che il governo cinese ha deciso di adottarlo fra i nuovi provvedimenti che rappresentano un giro di vite rispetto alle spese folli del campionato cinese. Verrà, infatti, introdotto il salary cup, sul modello dello sport professionistico statunitense, in stretta relazione al fatturato delle società, monitorato secondo il Fair Play finanziario europeo.
Fernando Pernambuco
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