Real Madrid come Giuda: vende la croce per 30 denari
01/02/2017, 19:30
di Marco Bernardini
Il commento più giusto sarebbe uno solo: siamo senza parole. Tra tolleranza intellettuale, razziale, religiosa e stupidità idiota vi è un abisso. E allora qualche cosa occorre pur dire sull'ennesima corbelleria che il mondo del calcio ha combinato, questa volta per la figura (che è una figuraccia) del grande e potente Real Madrid. Una squadra e una società che possono vantare con orgoglio un passato di grandeur eccezionale e che per ciò che riguarda il futuro hanno tutti i diritti (e i denari) per pensare positivo. Un club antico il Real che così venne battezzato dai suoi padri fondatori per rendere omaggio anche a quella che era la monarchia dominante della Spagna. Normale che sul logo dei madrileni campeggiasse la corona. Ma siccome tra religione e nobiltà i legami, al tempo, erano strettissimi ecco che più in alto di tutto il resto figurava il simbolo canonico del cristianesimo. La croce, appunto. 

D'ora in avanti il Real Madrid avrà due maglie ufficiali griffate da due simboli differenti. La prima a uso europeo da indossare e da vendere negli stadi di Paesi a prevalenza di fede cattolica. Con stemma tradizionale come quello di sempre. La seconda per soddisfare il mercato arabo dove peraltro i tifosi madridisti sono tantissimi. Su questa camiseta il logo sarà stato opportunamente privato della croce. Il comunicato ufficiale con il quale i cervelloni del Madrid hanno annunciato la loro bella pensata è travestito da sentimenti e pulsioni nobili poiché parla di "rispetto" nei confronti di persone che hanno una fede diversa. In realtà trattasi di un farisaico sberleffo al buon senso, alla ragione e anche ai tifosi dei Blancos perché ciò che ha suggerito ai dirigenti di fare una mossa così azzardata e perversa è stato soltanto il timore di veder diminuire gli incassi del merchandising che nei paesi arabi funziona alla grande e che, in un momento storico come questo caratterizzato da mille tensioni di carattere pseudo religioso, potrebbe far segnare una flessione. 

E come se il Brescia censurasse la leonessa e la Juventus rinnegasse la zebra per accontentare gli animalisti. O se l'Inter eliminasse il serpente e la Lazio sopprimesse l'aquila per motivi ambientalisti. Sempre che  a qualcuno non venga in mente in mente di contestare i lupi di Ascoli e sempre che il Torino non decida di invadere quei Paesi che hanno vietato le corride. Manca soltanto che il Real annunci di aver fatto quella scelta per non turbare il lavoro di Zidane, musulmano osservante, e poi abbiamo toccato proprio il fondo. Comunque non mi  risulta che quando gli Emiri sbarcano in Europa, con le loro donne in burka, si vestano con abiti occidentali. Intanto Cristo, per la seconda volta dopo quella firmata da Giuda, è stato venduto per "trenta" denari. Ce da essere certi che, però, il presidente del Real non verrà trovato impiccato a un albero vicino al Bernabeu. 
 
Marco Bernardini
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