Spettacolo e incoscienza, ma la difesa balla: Juve, il Monaco sogna la vendetta
21/04/2017, 13:00
di Andrea Distaso
Sarà nuovamente Monaco-Juventus in una sfida a eliminazione diretta di Champions League, dopo il precedente nelle semifinali dell'edizione 1997/98 e nei quarti della stagione 2014/2015. Sulla carta, l'avversario tatticamente migliore per la Juve attuale, una squadra estremamente solida dal punto di vista difensivo (soltanto 2 reti concesse sino ad oggi) e sufficientemente matura a livello mentale per guardare in faccia qualsiasi avversario senza paura di provare ad imporre il proprio calcio. Ma la banda dei ragazzi terribili di Jardim è una squadra ovviamente da non sottovalutare, perchè la forza dell'incoscienza e del non aver nulla da perdere può essere un propellente per proseguire il suo sogno europeo.

QUANTO E' CAMBIATO... - Un club che è cresciuto tantissimo rispetto all'ultimo incrocio con la Juve di due anni fa, quando la componente dei calciatori di esperienza era ancora superiore a quella dei talenti di bella prospettiva. Rispetto alla partita del 23 aprile 2015 disputata nel Principato, di quell'undici iniziale sono rimasti il portiere croato Subasic, Fabinho (che all'epoca giocava ancora da terzino destro), l'italiano Raggi e la coppia portoghese Moutinho-Bernardo Silva; in quella squadra, la ventata di novità era rappresentata soprattutto da Martial e dal belga Carrasco, oggi le stelle incontrastate sono Kylian Mbappé, Thomas Lemar e gli altri uomini mercato Mendy e Bakayoko.

ATTACCO SUPER, MA LA DIFESA - Il Monaco di Jardim rappresenta probabilmente l'espressione più bella e spettacolare del gioco di squadra in campo europeo, con 141 gol (dietro solo al Barcellona) realizzati in tutte le competizioni e ancora pienamente in corsa per la vittoria di Ligue 1 e Coppa di Francia. Il modulo di base è una variante decisamente offensiva del 4-4-2, con Lemar e Bernardo Silva molto abili nel creare la superiorità sugli esterni, ma altrettanto efficaci quando si accentrano per liberare due ulteriori cursori come i terzini Sidibé e Mendy. Il centrocampo è un mix perfetto di fisicità e senso tattico con Bakayoko e Fabinho (con Moutinho prima alternativa) e poi davanti c'è mister Europa, quel Radamel Falcao tornato su livelli di eccellenza e con uno score di 45 gol in 50 partite. Numeri che destano impressione, come quelli del reparto difensivo, che ha concesso già 16 gol nella competizione, un lusso che può concederti contro Manchester City e Borussia Dortmund, non con la Juve di oggi.

Andrea Distaso
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