Troppe squadre senza stimoli? Macché: chiedete a Roma, Napoli, Milan, Lazio...
29/01/2017, 23:15
di Stefano Agresti

Ci siamo sbagliati. Per ora e per fortuna. Alcune delle squadre che abbiamo descritto come prive di stimoli, perché ormai non hanno niente da chiedere al campionato, in realtà hanno lasciato un segno profondo sulla vetta della classifica.

 

Lo ha fatto la Samp, più di qualsiasi altra: Giampaolo ha dato una bella botta alle speranze di scudetto della Roma. Qualcuno ci dirà che mai i giallorossi avrebbero potuto impensierire la Juve, troppo più forte. Vero: la differenza tra le prime due esiste ed è netta, però finora il distacco era minimo, un punto destinato a diventare quattro per via del recupero che attende Allegri a Crotone. Giusto sperare e provarci, insomma, per chi insegue ed è vicino. Ma ci si è messa di mezzo la Samp, che non vinceva addirittura dal 4 dicembre e che dalla stessa Roma era stata eliminata in Coppa Italia appena dieci giorni fa. Forse proprio questo ha motivato i blucerchiati: troppi insuccessi, bisogna dare un senso a questo campionato. E sappiamo che proprio la Samp è un po’ un incubo per il mondo giallorosso, quando si parla di scudetto.

 

Già: gli insuccessi danno una spinta, una ragione, uno stimolo per realizzare un’impresa. Un po’ lo chiedono i tifosi che ci mettono il cuore, un po’ i presidenti che ci mettono i soldi. E poi, si vuole dimostrare al mondo che non si è una squadra di sbandati. Prendete l’Udinese: tre sconfitte consecutive, due delle quali in casa, e ora il successo sul Milan. Oppure prendete il Chievo: di schiaffi in faccia ne aveva presi addirittura quattro, cinque se si considera la Coppa, ed è andato a vincere all’Olimpico con la Lazio. O anche il Palermo, che nelle ultime quattro partite aveva conquistato la miseria di un punto (in casa col Pescara...), è destinato alla B eppure ha stoppato il Napoli sull'1-1 al San Paolo. E lo stesso Genoa, che ha fermato in rimonta la Fiorentina, veniva da cinque ko (Coppa compresa) e un pareggio che è peggio di una sconfitta, con il Crotone in casa.

 

Nel confronto tra le prime otto, piene di motivazioni, e il resto del gruppo, rassegnato a un campionato anonimo, il bilancio è clamorosamente ribaltato rispetto ai valori: due vittorie delle grandi (Juve, Inter); tre vittorie delle - chiamiamole così - piccole (Samp, Chievo, Udinese); tre pareggi (Napoli-Palermo, Fiorentina-Genoa e Torino-Atalanta). Non resta che continuare così per altre sedici giornate, affinché chi teme rilassamenti o ha sospetti perfino peggiori non possa sollevare dubbi. Noi ci contiamo.

@steagresti

 


Stefano Agresti
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