Un pari che sta bene a tutti, ma l'Inter ha più futuro del Milan
21/11/2016, 10:30
di Giampiero Timossi
Valla a spiegare la metafisica nel calcio 2.0, il senso che hanno certe sfide per l'Inter quando la Serie A fa esordire il primo giocatore italiano nato in questo nuovo millennio. È vero, il derby di Milano è stata una sfida già lanciata verso il futuro, uno spettacolo comunque emozionante, reso meno attuale dalla fuga della Juventus. Ha ragione Davide, cuoco valtellinese di vent'anni, interista, compagno di viaggio sulla mia solita rotta del lunedì mattina, Milano-Roma. Dice: “Alla fine è andata bene così, però sono incazzato, loro hanno un gioco, noi ancora no. Però è l'Inter la squadra con i valori tecnici migliori".' Ha ragione Davide Baraiolo da Arzo, Valtellina. 

In una cena, lunedì scorso in Versilia, nella magnifica serata del Premio Viareggio Sport, ho chiaccherato a lungo con Piero Ausilio. Parlare con il direttore sportivo dell'Inter è sempre gradevole, ha una gentilezza che nel calcio non si trova più (come non si dovrebbero mai trovare gli spinaci al posto della verza nei pizzoccheri, mi spiega Davide). Ausilio ha spiegato: "Io sono fiducioso e aggiungo anche mai dire mai. Un anno fa tutti ricordano come era partita la Juventus, che poi ha vinto lo scudetto. Ma il discorso non è questo, dobbiamo sfoltire la rosa a gennaio, abbiamo trovato l'allenatore giusto, con De Boer purtroppo ci sono stati problemi di ambientamento, ma il progetto ti garantisco che c'è, gli investitori sono forti e sono sempre stati presenti e vogliono costruire un'Inter che torni vincente, prima di quanto molti credano". Aggiunge: "Rispetto tutti, ma mi ha colpito quell'ironia sul nostro presunto casting. Con Pioli abbiamo visto altri due allenatori, stop. Il Leicester, prima di scegliere Ranieri, prima di vincere la Premier, ha visionato e incontrato una quarantina di candidati".

Ausilio ha ragione, più o meno su tutto. E il suo discorso contiene le due anime dell'Inter. La metafisica, che ti permette da sempre di spiegare una vittoria con la Juve dopo una sconfitta in Europa League con l'Hapoel Be'er Sheva. E, insieme alla metafisica, le parole del manager interista contengono la visione del futuro. L'Inter ha una proprietà, che sta comprendendo (dopo qualche errore di troppo) la necessità di stare in contatto  costante con la squadra, che ha scelto di mettere radici in Italia. La rosa è competitiva, ora vanno fatte le scelte giuste, Pioli ha le qualità per farle. A gennaio bisognerà sfoltire il parco giocatori, con giudizio, puntando sulla capacità di preservare i giovani, senza farli necessariamente partire, anzi. L'Inter ha una nuova proprietà, magari con nomi ancora impronunciabili, ma volti che iniziamo a conoscere. Il Milan ha già otto punti in più, ma una nuova proprietà che non ha ancora comprato nulla e che nessuno riesce a conoscere, molto composita, a differenza di quella nerazzurra. Anche per questo è prevedibile (non certo, ovvio) un possibile calo del Diavolo. E una possibile crescita della squadra di Pioli. Alla fine se ne convincerà anche Davide, ristoratore in viaggio da Arzo, Valtellina. Basterà andare nel suo Crotto di Arzo. Su Tripadvisor dicono sia una trattoria "eccelente". 

@GTimossi

Giampiero Timossi
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