W Trump, il loro Cassano: la moglie Carolina retwitta
10/11/2016, 12:45
di Giampiero Timossi
W Trump, il loro Cassano. Il paragone è ardito, ma non è solo una provocazione.   Vero, il primo governerà la più grande potenza del mondo. In coppia con il suo nuovo amico, il russo Putin, porterà forse a termine il primo vero disgelo tra Stati Uniti e Russia. Congelando il resto della diplomazia mondiale.  Cassano, da parte sua, non ambisce a far coppia con Putin: quest’estate gli avevano proposto un altro “gemello”,  un attaccante dell’Entella. Pare che alla fine l'esule sampdoriano non abbia accettato,resta ad allenarsi da solo a Bogliasco, la “California di Genova”, comunque un bel posto. Questa è solo la principale differenza tra Donald e Antonio. Certo, se ne troverebbero altre mille, paragonando il miliardario newyorkese e il calciatore barese.  Esistono però alcuni punti di contatto e non sono pochi. Sono due che giocano all’attacco.

Trump e Cassano sono due personaggi pubblici, il pubblico al quale si rivolgono certo è  diverso, ma i metodi per raggiungerlo spiccano entrambi in originalità. Entrambi, poi, hanno avuto problemi "in casa": uno con la leadership del partito repubblicano, l'altro con la leadership sampdoriana, il presidente Ferrero (detto il Viperetta) e il suo braccio destro Romei. Sono, Trump e Cassano, due anti-sistema, parlano un linguaggio sgarbato, ma diretto, capace di spaventare i benpensanti ed esaltare le “classi” non dominanti. Ora il primo sarà il protagonista assoluto del sistema (politico) mondiale. Cassano è stato protagonista del piccolo sistema calcio, in Italia e in parte anche in Europa. E originale è stato pure lui. Ha giocato  nelle più prestigiose squadre italiane (Juventus esclusa) e nel Real Madrid. Negli ultimi tempi è passato da Samp, Inter e Milan senza che nessuno sapesse più il suo reale valore economico. Ma senza che nessuno dimenticasse il suo reale valore calcistico. Altre cose in comune? Hanno entrambi due madri che hanno ricoperto un ruolo  fondamentale nella loro crescita: Mary Anne Trump e Giovanna Cassano. Hanno entrambi due belle mogli. Antonio si è sposato una sola volta con Carolina, ex pallanuotista, ed è felice così. Prima però ha scritto di aver avuto 700 amanti. Melania è la terza moglie del quarantacinquesimo presidente degli Stati Uniti ed è un’ex modella. Lei è bellissima. Ora, visti i risultati delle presidenziali Usa, il sessismo sembrerebbe un’arma vincente e allora verrebbero da dire: Melania e Carolina sono entrambe  più “gnocche” di Michelle Obama. Non serve essere per forza vincenti e tantomeno sessisti. Quindi è  meglio finirla qui e tornare allo slogan di partenza: W Trump, il loro Cassano. Quello che racconta la storia calcistica di  Antonio si può cancellare solo con una certa dose di pregiudizio: ha fatto meraviglie, non ha vinto molto, ma ha quasi sempre ripagato gli spettatori del prezzo del biglietto. 

Bene, ora che farà il presidente degli Stati Uniti Donald Trump? Di questo non si sa nulla, perché purtroppo (quasi) nessuno se l’è chiesto prima.  Almeno in Italia, nessuno (con rare eccezioni, vedi un reportage di Repubblica) ha domandato quali richieste avevano gli americani per il loro nuovo presidente. E quindi cosa risponderà il nuovo presidente in caso elezioni. Nulla, domanda elusa, intere settimane a descrivere quello che molti già conoscevano: il Trump miliardario, non sempre brillante, spesso sfacciato, anche scorretto. Intere settimane a intervistare star dello spettacolo, docenti universitari, diplomatici ed ex diplomatici, peggio ancora giornalisti e commentatori. Così nei taccuini finivano raffinate analisi, ma non le volgari imprecazioni di chi in America ha scelto Trump. Poi via al coro unanime dei giornalisti: vincerà Clinton. A memoria ricordo due eccezioni. Giuseppe Cruciani, nella sua Zanzara, ha sempre tifato Trump. Non solo perché gli piace far casino, ma perché è un bravo giornalista. Lui, leggendo e spippolando sul web, è riuscito a capire gli umori degli elettori americani, meglio di tanti illustri corrispondenti dagli Stati Uniti. Un altro, un mio amico, me l’ha ribadito due sere fa, quando si stavano per chiudere i seggi e  tutti i sondaggi faceva volare Hillary. “Io vi dico che vincerà Trump”, sosteneva Massimiliano Nerozzi davanti a testimoni. È un giornalista della Stampa, segue le storie del pallone (soprattutto Juventus e Nazionale),  ha intelligenza, cultura ed è un giovane giornalista con un vecchio vizio: interrogare (più che intervistare), ascoltare e riferire ai lettori. Anche Cruciani è un grande appassionato di calcio (Lazio e Liverpool in pole) e forse seguire le vicende del pallone aiuta a capire cosa c’è nella testa e nella “pancia” della gente. Più difficile farlo restando chiusi in una torre d’avorio o semplicemente in una redazione. Può interessare? Io non facevo previsioni. Pensavo che Trump avesse delle possibilità di vittoria, ma alla vigilia mi ero fatto convincere del contrario dalla valanga dei sondaggi. Non avrei votato nessuno dei due, mi sarei fermato a Bernie Sanders, l'unico che sembrava possedere visione del futuro e voglia di maggiore giustizia sociale.

Ora però sono curioso di vedere cosa combinerà il nuovo presidente. Prima di lui solo un altro repubblicano era stato accolto con uno scetticismo (vagamente) simile: l'attore. Ronald Reagan, però, era già stato governatore, usava un linguaggio nuovo che sembrava meno aggressivo rispetto a quello del quarantacinquesimo presidente. Tutti vigileranno su Trump, il che non significa che riusciranno a fermarlo in caso di calamità.Il regista Michael Moore ha già postato cinque cose da fare per limitare il nuovo presidente. Erano da fare entro mezzogiorno, tempo scaduto. I maggiori timori (fondati) sono quelli sulla tutela dell'ambiente. Trump non riconosce i danni dell’effetto serra. Obama anche su questo ha fatto molto, da vero statista. La prima sensazione è che il Reganismo (Reaganismo, Reaganomics, fate voi) sarà la stella polare di Trump. Speriamo che il discepolo, il miliardario newyorkese, impari dalla storia: Reagan ha riacceso l'economia spostandola sulla finanza (speculazione proseguita degnamente da Clinton, il marito), ha abbattuto il Muro, ha rilanciato i consumi, aumentando però le disparità sociali e il debito pubblico. Aspettando di conoscere che farà Trump, chiedo un'ultima cortesia: trovate una squadra a Cassano, permettetegli di vincere qualcosa: così diventerà davvero il nostro Trump.   
Giampiero Timossi
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