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2024, missione Superlega: ecco come Agnelli e soci ci stanno provando
Un ritorno senza preavviso, e per questo ancor più destabilizzante. Ecco arrivata la seconda ondata di Football Leaks che, a due anni di distanza dalla prima, minaccia di picconare ulteriormente il sistema globale del calcio. Un sistema intimamente corrotto, accecato dalla brama di ricchezza nonché incapace di rispettare le regole che esso stesso si è dato. I primi articoli, diffusi dalle testate che aderiscono al consorzio internazionale European Investigative Collaborations (EIC), hanno aperto filoni diversi rispetto a quelli della prima ondata. Le rivelazioni avviate a dicembre 2016 si erano concentrate principalmente sul fenomeno della finanza offshore, e hanno avuto delle conseguenze pesanti. A partire dalle sanzioni che hanno colpito i calciatori i cui guadagni in materia di diritti d'immagine sono stati dirottati presso paradisi fiscali. Su tutti, Cristiano Ronaldo. Se ne riparlerà in uno degli articoli di questa serie, che sarà lunga e mescolerà le novità che giungono dalla seconda ondata con le acquisizioni consolidate dalla prima.

Per il momento è giusto soffermarsi sulle novità. E queste dicono che i temi della seconda ondata mettono al centro le relazioni pericolose fra i club più ricchi e potenti d'Europa e le principali istituzioni del calcio mondiale, cioè Fifa e Uefa. Al centro delle prime rivelazioni si trovano i pasticci sull'applicazione del Fair Play Finanziario Uefa e le grandi manovre intorno al progetto di Superlega internazionale per club. E ci sia consentito di iniziare col secondo tema questa serie di articoli. Non perché riteniamo che fra i due sia il più meritevole d'attenzione, ma perché ci pare un doveroso riconoscimento al lavoro che noi di calciomercato.com andiamo conducendo da mesi. Mentre il resto della stampa sportiva italiana si occupava d'altro, noi scrivevamo di Superlega. In beato isolamento, e a costo di tirarci addosso l'accusa d'essere dei fissati, o al più degli amanti dei temi di nicchia.

L'ultimo articolo è stato pubblicato soltanto quattro giorni fa, giusto nelle stesse ore in cui la gigantesca macchina di EIC si sincronizzava per scatenare questa seconda ondata di Football Leaks. Con un dettaglio rilevante da tenere in estremo conto, tuttavia: che noi, di questa seconda ondata di Football Leaks, nulla sapevamo. Né disponevamo dei documenti di Football Leaks a supporto delle speculazioni sulla Superlega che abbiamo esposto anche in altri due precedenti articoli, pubblicati fra settembre e ottobre. Perciò conforta sapere che quei documenti vengano a suffragare lo scenario disegnato nei tre articoli menzionati, e in molti altri pubblicati nei mesi precedenti. Le rivelazioni di Football Leaks aggiungono dettagli relativi al nucleo forte che sta facendo da motore per questa Superlega. Si parla di quattro club che avrebbero stretto un patto di ferro. In ordine alfabetico, si tratta di Barcellona, Bayern Monaco, Juventus e Real Madrid. Una sorta di Consiglio Direttivo attorno al quale si raccoglie un circolo ristretto che comprende altri sette soci fondatori: il Milan, il Paris Saint Germain e i cinque principali club inglesi (Arsenal, Chelsea, Liverpool e i due Manchester).

A questo gruppo di 11 soci fondatori, secondo quello che è il disegno presente in una bozza di progetto, se ne aggiungerebbero 5 nel ruolo di invitati: Atletico Madrid, Borussia Dortmund, Inter, e altri due da scegliere fra Benfica, Olympique Marsiglia, Porto e Roma. E poiché il torneo dovrebbe essere a 24 squadre, ce ne sarebbe da attingere altre 8 attraverso gli esiti dei primi 8 campionati nazionali d'Europa, con meccanismo a scalare. Per uscire dalla vaghezza, è bene riportare la simulazione effettuata sugli esiti della stagione 2015-16, e presentata da Football Leaks. In quel caso le vincitrici dei campionati di Spagna (Barcellona), Germania (Bayern), Italia (Juventus) Francia (Paris Saint Germain) e Portogallo (Benfica) appartengono al gruppo delle società fondatrici o invitate. Dunque queste leghe cedono il posto a altre, piazzate più in basso nel ranking.  L'eccezione viene dall'Inghilterra, che in quella stagione vede trionfare a sorpresa il Leicester. E ciò fa sì che si liberino 7 posti (anziché 8) per le leghe nazionali piazzate dal sesto posto in giù nel ranking europeo: Russia (CSKA Mosca), Ucraina (Dinamo Kiev), Belgio (Bruges), Olanda (PSV Eindhoven), Turchia (Besiktas), Svizzera (Basilea) e Repubblica Ceca (Viktoria Pilzen). Si tratta soltanto di una simulazione, ma serve a far capire come funzionerebbe una competizione il cui risultato principale sarebbe la svalutazione dei campionati nazionali.
Il motivo di tale svalutazione è presto detto. I club più ricchi e potenti, quelli che sono i soci fondatori della Superlega e avrebbero il posto assicurato, lascerebbero i tornei di casa. E in questo senso, riferiscono i documenti pubblicati da Football Leaks, sono state avviate consultazioni coi legali di fiducia per accertarsi su quali possano essere i rischi sia in termini di controversie legali con federazioni nazionali e internazionali, sia riguardo alla possibilità che i calciatori di valore internazionale vengano esclusi dalle loro rappresentative nazionali (ciò che comporterebbe una perdita di valore per loro e per i club che li considerano dei meri asset). Inoltre, Football Leaks conferma l'affanno dell'Uefa nel negoziare con l'ECA (un ente fantoccio nelle mani dei soci fondatori della costituenda Superlega) un rinvio del progetto. In cambio, come al solito, il ridisegno di format della Champions, in modo da renderlo più favorevole ai desiderata dei club d'élite. Ciò che qui su calciomercato.com vi abbiamo ripetuto fino allo sfinimento. Ma dal 2024, liberi tutti. Come da chiaro segnale dato da Andrea Agnelli durante l'ultima assemblea degli azionisti della Juventus: “I prossimi sei anni saranno cruciali”. Sono i sei anni che, nei disegni, porteranno dalla progettazione al varo della Superlega. Detto a beneficio di chi ancora crede si stia parlando di fantapolitica pallonara.

(1. continua)

@pippoevai

Pippo Russo

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