E' finita col Franchi che cantava ai giocatori della Roma “il pallone è quello giallo”. E’ stata fantastica la vittoria della Fiorentina, 7-1, con la prima tripletta in carriera di Federico Chiesa, con la doppietta finale di Simeone, con una partita bella anche da raccontare. E’ stata terribile l’umiliazione della Roma, una squadra fuori di testa come il suo centravanti Dzeko, espulso sul 4-1 per i viola per un’offesa all’arbitro.

LA ROMA NON C’ERA - Cinque volte in contropiede nei primi 18 minuti, due gol, altre due occasioni, spazi che sembravano praterie. La Roma stava giocando la partita che la Fiorentina sognava, con una difesa dissennata, con un centrocampo incapace di protezione, con due esterni offensivi (Zaniolo a destra ed El Shaarawy a sinistra) che se ne sbattevano altamente di quanto accadeva alle loro spalle, con un trequartista (Pastore) lontano anni luce da una condizione decente. E se a questo disastro aggiungete, dall’altra parte, il nome di Chiesa capite perché al 45' era 3-1 per la Fiorentina.


DAVANTI A MANCINI - In tribuna c’era il ct che nelle interviste di inizio gennaio aveva invitato il suo giovane azzurro a segnare di più e Chiesa lo ha accontentato anche stavolta. Alla fine del primo tempo aveva già segnato la terza doppietta nelle prime 4 partite ufficiali della stagione, al Torino, al Chievo e ora alla Roma, ed era in attesa della prima tripletta. Federico imperversava partendo da destra, invitato in quegli spazi esagerati dai lanci di Mirallas, scelta felice di Pioli che lo ha preferito a Simeone: il belga ha dato a Chiesa i due palloni del 2-0. Impossibile contenerlo, Federico attaccava a una velocità doppia rispetto a Kolarov e a Manolas. Aveva il piede caldo, era scatenato, per la difesa della Roma è stato un incubo.


MA DI FRANCESCO COSA PENSAVA? - Sì, cosa pensava l’allenatore della Roma alla vigilia di questa partita? Avendo visto la Fiorentina di questo gennaio si sarà accorto che l’arma più affilata, con l’arrivo di Muriel e la fantastica crescita di Chiesa, era il contropiede. E allora, una delle due: o il tecnico se n’è fregato degli avversari pensando di imporre il proprio gioco (e questa sarebbe stata una scelta lecita, anche se per niente logica) oppure ha spiegato alla squadra che doveva stare attenta a non concedere spazi, ma la squadra non l’ha proprio ascoltato. In ogni caso, male, molto male.


COMINCIA CHIESA... - La Fiorentina ha segnato dopo 7 minuti. In contropiede, naturalmente. Pastore si è fatto portare via la palla da Benassi, ribaltamento immediato, linea difensiva giallorossa sottosopra, Florenzi fuori posizione per questo Benassi ha lanciato Mirallas da quella parte, cross del belga, Manolas ha tentato un goffo colpo di tacco, più semplice, bello ed efficace l’interno destro...aperto di Chiesa. Una squadra in sé avrebbe dovuto capire la lezione, ma la Roma era fuori di sé. Dopo 10 minuti e altri due pericolose ripartenze, la Fiorentina ha fatto il 2-0. In contropiede. Lancio di Mirallas, scatto di Chiesa, scavetto su Olsen.

   

...POI MURIEL - La Roma ha sfruttato il sinistro di Kolarov per accorciare: la difesa viola ha lasciato libero il serbo e nemmeno Lafont è sembrato impeccabile. Prima di quella rete, la Roma era stata pericolosa su calcio d’angolo, prima con Cristante (palo esterno), poi con Schick (deviazione fortunosa di Lafont in angolo). Rientrata in sé e in partita? Se davvero c’era questa possibilità, Muriel l’ha cancellata. Biraghi ha saltato in velocità Florenzi (che era in vantaggio...), cross teso, indietro, tiro di Muriel, deviazione di Fazio, 3-1.

 

DZEKO ROSSO - Di Francesco ha cercato di risistemare la Roma con due cambi a inizio ripresa: fuori Pastore, per la verità entrato in campo ma mai in partita, per Dzeko, e poi Pellegrini per lo statuario (nel senso di fermo come una statua) Nzonzi. Un fuocherello si è acceso (paratona di Lafont su colpo di testa di Zaniolo), ma Benassi l’ha spento subito segnando il 4-1 su assist di Muriel a cui era stata gentilmente regalata la palla da Cristante. Finita? Sì, anche perché Dzeko ha fatto una cosa per la quale una società seria lo multa e lo tiene fuori rosa. Manganiello non ha fischiato un fallo di Veretout su Pellegrini, che si è infuriato e ha preso il giallo. Dzeko ha aggiunto qualcosa in più, un’offesa e Manganiello l’ha espulso.

   

L’UMILIAZIONE - Sulla Roma si è abbattuta la seconda ondata della Fiorentina. Chiesa ha segnato il 5-1, prima tripletta in carriera, un gol strepitoso, con anticipo su Kolarov: stop di destro, girata di sinistro. Ma siccome Pioli ha fatto entrare Simeone, che aveva una gran voglia di mettere la sua firma, ecco il 6-1 (assist di Gerson) e il 7-1 (lancio di Pezzella). Così anche il Cholito, con la sua doppiettina, era soddisfatto. La Fiorentina entrava in semifinale di Coppa Itallia, mentre la Roma usciva dal Franchi fra i fischi e la contestazione dei suoi tifosi. “Andate a lavorare”, gridavano. Un’umiliazione così è terribile.

IL TABELLINO
Fiorentina-Roma 7-1 (primo tempo 3-1)

Marcatori: 7' pt, 17' pt e 29' st Chiesa (F), 28' pt Kolarov (R), 33' pt Muriel (F), 21' st Benassi (F), 29' st Chiesa (F), 33' st e 45' st Simeone (F).
Assist: 7' pt e 17' pt Mirallas (F), 28' pt El Shaarawy (R), 33' pt Biraghi (F), 21' st Muriel (F), 29' st Benassi (F), 33' st Gerson (F), 45' st Veretout (F).

Fiorentina (4-3-3): Lafont, Milenkovic, Pezzella, Hugo (22' pt Laurini), Biraghi, Benassi, Edimilson, Veretout, Chiesa (32' st Gerson), Mirallas, Muriel (28' st Simeone). All: Pioli. Roma (4-2-3-1): Olsen, Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov, Cristante, Nzonzi (1' st Lo. Pellegrini), Zaniolo, Pastore (1' st Dzeko), El Shaarawy (32' st De Rossi), Schick. All.: Di Francesco.

Arbitro: Manganiello di Pinerolo.

Ammoniti: 11' pt Zaniolo (R), 31' pt El Shaarawy (R), 25' st Muriel (F), 27' st Pellegrini (R)

Espulsi: 28' Dzeko (R) per proteste.