La delusione e l'amarezza per l'eliminazione contro l'Ajax pregnano l'ambiente, ma la Juventus pensa già al futuro e programma le mosse per dare nuovamente l'assalto alla prossima Champions League. Con Massimiliano Allegri ancora in panchina: questo quanto annunciato dallo stesso allenatore e dal presidente Andrea Agnelli dopo il ko dello Stadium, con le parti che dovrebbero vedersi dopo la conquista dell'ottavo scudetto consecutivo per prolungare il contratto del tecnico, di un anno. La Juve e Allegri avanti insieme, ma andrà davvero così?

DUBBI - Non tutti credono alla versione comune esposta da Agnelli e Allegri a caldo al termine del match, alimentando dubbi sulla reale permanenza dell'allenatore livornese alla guida dei bianconeri. Malcontento dei tifosi, che chiedono una rivoluzione tecnica dopo una stagione che, nonostante l'arrivo di Cristiano Ronaldo, non ha regalato l'esito auspicato in Europa, ma a destare perplessità sul futuro di Allegri è soprattutto la diversità di opinioni all'interno della Juve: anche all'interno della società infatti, una corrente spinge per un cambio in panchina, convinta che il ciclo con Allegri sia ormai da considerarsi esaurito. I ragionamenti proseguiranno a freddo nei prossimi giorni, ma non è da escludere che dall'incontro tra Agnelli, Paratici, Nedved e Allegri possa uscire non il rinnovo del tecnico, ma la decisione di separarsi in maniera amichevole e serena dopo anni di trionfi in Italia e due finali di Champions League. CANDIDATI - In questo senso, la Juventus non vuole farsi cogliere impreparata e prosegue nei contatti esplorativi per l'eventuale successore di Allegri. Mendes ha proposto l'ex interista José Mourinho, ma il profilo non convince la dirigenza bianconera. Le piste più calde restano quindi due, ognuna con una complessità differente. La prima porta al ritorno di Antonio Conte, con il quale sono stati riaperti i canali: più che una semplice ipotesi, ma per concretizzarla sarebbe necessario ricomporre il rapporto tra lo stesso Conte e il presidente Agnelli, segnato dal brusco addio nel 2014. La seconda strada a porta a un altro ritorno, quello di Didier Deschamps (ha guidato la Juve in B nel 2006/07): liberarsi dalla nazionale francese dopo il successo al Mondiale non sarebbe un problema, ma il suo profilo non convince tutte le componenti societarie. Senza escludere infine la possibilità che, con il passare dei giorni, possa emergere un altro candidato, un outsider nella corsa alla panchina bianconera o che possa riaccendersi il sogno proibito Pep Guardiola, anche lui fuori ai quarti di Champions. Allegri e Agnelli si sono esposti a caldo, ma la Juve si tiene pronta a un cambio di rotta: ora è il tempo delle riflessioni.

@Albri_Fede90