Under 21 e non solo. Massimo Ambrosini, ex centrocampista del Milan, commentatore tv e attuale Capo Delegazione under 21 per l'Europeo che prenderà il via il 16 giugno, è stato ospite della redazione di Calciomercato.com. Dalla Nazionale di Di Biagio al Milan, da Allegri a De Rossi, tanti gli argomenti trattati.

Come sta andando la sua avventura da Capo Delegazione dell'Under 21?
E' un'avventura interessante, dal punto di vista pratico non ho compiti tecnici, il mio è un ruolo relazionale. E' un'opportunità per me. Futuro da dirigente? Dirigente è un termine generico, è un insieme di cose che può voler dire tanto e può voler dire poco. Se un giorno mi verrà proposto qualcosa di preciso, con dei compiti precisi, potrei prenderlo in considerazione. Ma il ruolo di dirigente ha davvero tante sfaccettature.

L'Under 21 cosa rappresenta per un giovane?
L'Under 21 è un'oasi felice. Quando la facevamo noi era quasi un rifugio, un modo di staccare dallo stress della squadra di club. Anche se ora, questi ragazzi, la pressione la sentono. Hanno un'opportunità grossa, giocare un Europeo in casa, è qualcosa che va gestito a livello mentale. E' chiaro che c'è un po' di tensione, che la formula del torneo non aiuta e limita il margine di errore, ma questi ragazzi devono essere consapevoli della loro forza. Fare bene è importante, arrivare tra le prime quattro vuol dire andare alle Olimpiadi. Spero che il pubblica venga numeroso e che possa aiutarci a fare bene. Giocare in casa può essere solo un vantaggio.

Sono diversi i ragazzi di adesso rispetto a 20 anni fa?
Le generazioni sono cambiate, l'approccio al calcio, alla vita quotidiana è diverso rispetto a qualche anno fa. L'interesse che si è creato è diverso, prima, per un giovane, era una conquista continua, ora è più facile lasciarsi andare. Hanno tutto, è tutto più facile. Le regole ci sono, ci sono sempre state, sono aumentate le distrazioni. E molte energie vengono sprecate per quello che non è il calcio. L'ambizione c'è, ma va messa nel canale giusto. Noi dobbiamo aiutare i giovani a fare le scelte giuste.

Questa Under 21 è forte, può giocare un grande torneo.
E' una bella squadra, ci sono dei giocatori che scenderanno dalla Maggiore che daranno il loro contributo. Chi di dovere farà le giuste valutazioni, ma credo che Barella, Kean, Zaniolo, Pellegrini, Chiesa e Mancini possano essere a disposizione. Bisogna vedere quando vengono, ce li avremo a 5 giorni dall'Europeo. C'è però da dire che il rapporto che i ragazzi che hanno con Di Biagio è privilegiato. Pellegrini, per esempio, recentemente è andato a trovarlo. Tutti hanno dato disponibilità con entusiasmo, un aspetto che non va sottovalutato. 




Cosa pensa di Tonali?
E' un ragazzo giovane, molto interessante, che devo continuare il suo percorso di crescita. Ha la postura, i tocchi "del giocatore". E' un ragazzo a posto. Fa bene ad allontanare il paragone con Pirlo, a non cavalcarlo.

Chi teme di più?
Ci sono tante squadre forti, l'Inghilterra, la Francia, la Spagna, il Belgio che ci ha battuto. La formula del torneo non ci aiuta, paradossalmente con 7 punti vai a casa. Ma l'Italia è pronta, Di Biagio in questi mesi ha dato alla squadra la capacità di giocare in più modi. C'è stata la ricerca di un certo tipo di calcio. Probabilmente nelle amichevoli l'Under 21 ha raccolto meno in termini di risultato rispetto a quello che ha fatto vedere il campo. 





IN SERATA LA SECONDA PARTE DELL''INTERVISTA