Ancelotti esce dalla Champions sconfitto, Spalletti disintegrato. Avevano gironi simili, con due avversarie fortissime ciascuna (quelle del Napoli di più, perché il Liverpool è superiore al Tottenham), e sono uscite entrambe dopo essere andate vicine alla qualificazione. Ma l'eliminazione dell'Inter, per come è maturata, diventa umiliante, inaccettabile. E il suo allenatore è il principale responsabile.

Pazzesca la sostituzione di Politano, che Spalletti ha clamorosamente tolto (proprio come venerdì a Torino) benché fosse stato il migliore tra i nerazzurri, autore anche dell'assist del gol. È sembrato quasi volesse difendere l'1-1, confidando nella vittoria del Barcellona, e soprattutto ha lasciato in campo Perisic, inguardabile. Mentre la seconda e la terza del nostro campionato lasciano malinconicamente la Champions, e questo un significato ce l'ha, viene davvero il dubbio che Spalletti non possa più essere l'allenatore dell'Inter. Come può una società così ambiziosa continuare ad avere fiducia in chi gestisce in questo modo una partita decisiva contro il modesto Psv?

Abbiamo la sensazione che, da adesso in poi, l'Inter possa cominciare a cercare un nuovo allenatore. E fa bene.