Roma soccombe alla maledizione No Var e ad un destino maligno: nelle due partite con il Monchengladbach (solo una volta lo scriviamo così, di qui in poi MGB) doveva raccogliere quattro punti. Tre a Roma e uno qui in trasferta. Quattro punti li aveva meritati sul campo. E invece ne esce con un solo punto, la miseria di un punto.
La maledizione No Var nei gironi dell'Europa League: strano entrare in campo così, in credito di due punti, i due punti scippati ai giallorossi nella partita di Roma. Lo hanno ammesso tutti che era stato uno scippo, uno scippo mai visto così evidente. Lo hanno ammesso tutti, caso più unico che raro. Lo ha ammesso l'arbitro di quella partita, lo ha ammesso l'allenatore dei tedeschi. Il rigore concesso non c'era, Smalling aveva toccato la palla con la faccia e non con le braccia. Ma non c'era Var a vedere la verità. Entrando in campo non si può non avere in testa la domanda: ci sarà un qualche risarcimento della sorte? Oppure...
Oppure la maledizione fa bis: pallone probabilmente uscito dal campo durante l'azione che finisce con l'autogol di Fazio. Non c'è Var ad accertare. Forse fallo laterale non visto, quindi autogol, può andare peggio?
Nel primo tempo, fino all'autogol, era stato pugilato ai fianchi, solo per studiarsi e sfiancarsi. Zaniolo di testa, gol finto del MGB, uno sbaglio di Mancini, un salvataggio di Fazio, una serpentina di Pastore in area. Un primo tempo alla fine del quale un sospetto: la Roma magnifica in emergenza ha già dato? In effetti Kolarov era stanco e spento, Santon sembrava armato solo di buona volontà, Fazio si segnava da solo, Veretout era un gradino sotto la gran partita col Napoli, Mancini era più nervoso che preciso, Kluivert confusione veloce, Zaniolo attendeva la partita gli cadesse in mano, Dzeko in una sua serata legnosa, Pastore sotto ritmo.

Ma nel secondo di tempo erano pugni veri e la Roma era quella che picchiava ora più spesso e anche meglio degli avversari. Veretout diventava il migliore della Roma e di quelli in campo, Smalling giocava una gran partita, Santon prendeva palloni e coraggio, Dzeko migliorava non di poco, Pastore creava gioco a ripetizione.
Proprio Pastore, diventato testardo in un recupero palla caparbio, la palla la recuperava strappando una punizione. Batte Kolarov, segna Fazio. Nella stessa porta in cui ha segnato l'autogol. Bravo Fazio, Roma resiste a tutto.
O no?
Entra Diawara e fa il suo: recupera e argina. Entra Under e fa pochino. Entra Perotti e non fa niente bene: perde qualche contrasto, fa polemiche inutili, fa un fallo utilissimo al MGB. E' il minuto 95 della partita e la maledizione punisce la Roma sotto forma di un colpo di testa che fa 2 a 1 per i tedeschi. Perfino il rimpianto di un paio di volte che si poteva segnare il raddoppio, perfino questo a fare di fiele la coppa da bere.

Però, almeno, sospetto sbagliato: la Roma magnifica in emergenza non ha già dato. C'è ancora. Tanto c'era e c'è che valeva un punto, un pareggio sul campo dei capolista nel campionato tedesco. E invece torna con il peso, il carico di doversi conquistare il passaggio del turno in una classifica ora alla pari con le altre tre. Roma soccombe alla maledizione No Var in Coppa, un paio d'ore prima la Lazio si era suicidata in Coppa, giovedì mesto in città.


IL TABELLINO:

Borussia M’Gladbach-Roma 1-1 (primo tempo 1-0) Marcatori: 35′ Fazio (aut.), 19′st Fazio, 94' Thuram
Assist: 19’st Kolarov, 94' Plea
Ammoniti: 41′ Mancini, 45′ Benes

Borussia M’Gladbach (4-2-3-1): Sommer; Lainer, Elvedi, Jantschke (28′ Hofmann), Wendt (85’ Bensebaini); Ginter, Zakaria; Neuhaus (73′ Plea), Benes, Thuram; Stindl. All.: Rose.

Roma (4-2-3-1): Pau Lopez; Santon, Smalling, Fazio, Kolarov; Mancini (59′ Diawara), Veretout; Zaniolo (77′ Under), Pastore (80’ Perotti), Kluivert; Dzeko.
All.: Fonseca.

Arbitro: Manzano