Un nuovo gioiello farà parlare di sé. Antony al San Paolo sta mostrando colpi da talento vero: esterno offensivo classe 2000, viene paragonato a Neymar per facilità di giocata ed è stato un'idea di Leonardo come colpo per il Milan. Lo seguono tanti top club anche in Premier League, il Torneo di Tolone lo ha messo ulteriormente in mostra con l'Under del Brasile, la Seleçao maggiore lo segue da vicino. Antony è il futuro e ha concesso la sua prima intervista esclusiva in Europa a Calciomercato.com.

Antony, da gioiellino a realtà: il Torneo di Tolone ti ha lanciato definitivamente.

"Lavorare in prima squadra mi ha fatto benissimo. Mi sento sempre più pronto, da gennaio ad oggi ho realizzato il sogno di vestire la maglia della Seleçao e abbiamo anche vinto il torneo in Francia. So che dovrò concentrarmi, lavorare con dei campioni è la cosa che mi aiuta di più. Mi sento il nuovo che avanza e ho tanti obiettivi da centrare".

In Italia sei ancora conosciuto poco: ci racconti le tue caratteristiche?

"Sono un'ala veloce, la mia specialità è il dribbling riuscendo comunque a giocare sia in attacco che più da esterno puro. Provo sempre a proporre un calcio offensivo, aiutando sempre la difesa. La completezza di un giocatore ritengo che sia fondamentale".

C'è un giocatore del passato a cui ti ispiri?

"Kakà, un idolo in Brasile. Ha fatto la storia del calcio, un uomo straordinario in campo e fuori. La sua carriera parla per lui. E' stato un fenomeno mondiale e sogno di emularlo".

C'è qualche giocatore attualmente in attività cui sei paragonabile?

"Mi piace moltissimo Lucas Moura. Penso a lui quando penso a un paragone attuale: parliamo molto spesso, è un mio grande amico".

L'idolo fin da bambino?

"Amo Messi, forse perché il game style è simile: mancino che parte per rientrare e calciare, puntando sempre a fare gol e assist. Provo a emularlo, è un giocatore che ha cambiato il concetto di calcio moderno. Ma c'è una cosa che vorrei dire...".

Prego.

"Ho il senso del gruppo, la squadra viene prima di tutto. Amo segnare ma il calcio è collettivo: non sono il classico sudamericano che gioca da solo...". Hai già debuttato anche in Copa Libertadores col tuo San Paolo: emozioni?

"Tante. Una sensazione magica che ho provato quest'anno, senza dubbio. Ho sempre sognato di giocare la Copa Libertadores col San Paolo, lo stadio stracolmo, un tifo da brividi. Sono convinto che il San Paolo tornerà a brillare in questa competizione".

Tanti top club europei ti seguono: ti senti pronto?

"Sto lavorando per essere pronto ad arrivare in Europa. Ho giocato in competizioni internazionali, danno un'esperienza unica. Lavoro duro al San Paolo per crescere più possibile come calciatore e come uomo, l'Europa sarà una conseguenza".

Ti piacerebbe venire a giocare in Italia? Lo ha fatto Paquetà, di recente...

"Amo il calcio italiano. C'è grande tattica, competitività, club di livello mondiale con una tradizione unica, giocatori importantissimi. I brasiliani hanno sempre fatto bene in Italia, io provo a guardare le partite della Serie A quando riesco...".

Qualche squadra che vedi più spesso in tv?

"Mi piace lo stile di gioco della Juventus e del Napoli. Guardo anche le partite di Roma, Inter e Milan".

Leonardo voleva portarti al Milan, il corpo scouting ti segue da tempo: i brasiliani in rossonero hanno sempre fatto bene...

"Il Milan è un club tra i migliori al mondo, una potenza mondiale. Non ci sono dubbi. Penso a Kakà quando ha lasciato il San Paolo ed è diventato una leggenda al Milan. Sarebbe un onore vestire la maglia del Milan, se potessi averne l'opportunità. Oggi penso solo al San Paolo poi si vedrà".

Il Mondiale del 2022 con la Seleçao è il tuo vero sogno?

"E' iniziato il periodo del gruppo che andrà all'Olimpiade e sono felice di esserne parte. Amo difendere il Brasile, è un onore per me. Sogno il Mondiale del 2022 ma penso prima all'Olimpiade del 2020. Il resto verrà da sé, i sogni sono fatti per essere realizzati".