Non c’è stata l’Atalanta e non c’è stata partita. La Dinamo Zagabria non ha vinto (4-0 il finale), ma maramaldeggiato su una squadra che ha cominciato male, si è fatta rimettere sotto quando aveva alzato la testa da appena dieci minuti e ha subìto il terzo gol a due minuti dal riposo.

Peggio non poteva andare, peggio non andrà. Eccetto, forse, che con il Manchester City che ha dilagato in Ucraina. Ma se perdere con gli inglesi è nell’ordine naturale delle cose, non altrettanto doveva accadere in Croazia.

E’ vero che la Dinamo ha quindici partite nelle gambe e, dunque, ha saputo e potuto, tenere sempre un ritmo altissimo. E’ vero che l’Atalanta è stata scottata dall’emozione della prima volta in Champions e ha patito anche un campo forse troppo bagnato. E’ vero che il secondo tempo è stato giocato meglio e qualcosa dell’amato gioco si è cominciato a intravvedere. Ma è altrettanto vero che Bjelica, ex Spezia in serie B ed esonerato dopo poche partite, ha saputo ingabbiare Gasperini con una difesa a tre (mai fatta prima) e liberare il talento di Olmo, uno spagnolo di grande talento cui il campionato croato va stretto.

Tuttavia l’Atalanta è stata irrimediabilmente inferiore anche sul piano tecnico. Perché ha sbagliato troppi passaggi, è stata esitante negli appoggi e non ha mai cercato quella pulizia di tocco che contraddistingue il suo gioco in velocità. Squadra lunga e reparti scollegati. Mai visto prima.

Quando becchi quattro gol, di cui tre dallo stesso attaccante (Orsic) significa che difensivamente non ha funzionato nulla, né le marcature, né la fase di non possesso. Se a questo aggiungiamo che Olmo e Moro hanno toccato un’infinità di palloni e che la Dinamo ha attaccato sempre con tanti uomini si capisce perché sia finita così.

In ogni caso siamo solo all’inizio e, come dicono quelli che sanno di calcio, una sconfitta insegna più di mille vittorie. Non credo che questa Champions sia troppo grande per la piccola Atalanta. Credo, anzi, che ad una batosta segua sempre una reazione, a maggior ragione se l’allenatore si chiama Gasperini e ha fatto quello che ha fatto e se la società, com’è ovvio, non monterà musi lunghi o coltiverà il disappunto.

C’è tutto il tempo per rimettere insieme i cocci, tornare a camminare spediti in campionato per poi riproporsi nella massima manifestazione continentale. 

A Zagabria l’Atalanta non si è snaturata (3-4-2-1) al contrario della Dinamo che ha fatto una difesa a tre, ma aveva una grande attività sulle fasce. Nell’uno contro uno gli esterni atalantini sono saltati e Gasperini non ha avuto, forse, la prontezza o la voglia di marcare a uomo Olmo. Sono per principio contrario a tali provvedimenti, ma nella serata in cui il collettivo va in tilt forse sacrificare un uomo, quindi perderlo per il resto, avrebbe avuto un senso se non altro per limitare i danni.

Orsic, che al pari del tecnico Bjelica in Italia era passato come una meteora, ha segnato il secondo, il terzo e quarto gol. Tutti di buona fattura, tutti prodotti da una manovra o desunti da schemi specifici. Il primo gol, invece, l’ha realizzato Leovac su assist di Stojanovic, un esterno appunto, e dopo una serie di creazioni di Olmo. 

Una citazione anche per gli altri autori di assist: lo stesso Leovac per il 2-0, Ademi per il 3-0, Theophile Catherine per il quarto gol.

L’Atalanta ha tirato la prima volta in porta al 48’ del primo tempo con Papu (centrale), ma nella ripresa con Pasalic e Malinovskyi (fuori Freuler e Masiello) ha costruito qualche buona azione ed è andata due volte vicino al gol con Zapata (troppo solo e lontano nel primo tempo) che è stato frenato da altrettante parate stupende di Livakovic.

Brutta serata e pessimo esordio. Ma tutto ciò che non uccide rafforza. E l’Atalanta ha appena cominciato a sognare. 


IL TABELLINO


Dinamo Zagabria-Atalanta 4-0 (primo tempo 3-0)

Marcatori: 10' p.t. Leovac (D), 31' p.t. Orsic (D), 42' p.t. Orsic (D), 23' s.t. Orsic (D)

Assist: 10' p.t. Stojanovic (D), 31' p.t. Leovac (D), 42' p.t. Ademi (D), 23' s.t. Theophile-Catherine (D)

Dinamo Zagabria (4-3-2-1): Livakovic; Stojanovic, Dilaver, Peric, Leovac; Moro (28' s.t. Gojak), Ademi; Olmo, Théophile-Catherine, Orsic (31' s.t. Ivanusec); Petkovic (38' s.t. Gavranovic). All. Bjelica.

Atalanta (3-4-1-2): Gollini; Toloi, Djimsiti, Masiello (1' s.t. Malinovskyi); Hateboer, de Roon, Freuler (1' s.t. Pasalic), Gosens; Gomez; Ilicic (43' s.t. Barrow), Zapata  All. Gasperini.

Arbitro: Jesús Gil Manzano, Spagna (Barbero, Nevado; Munuera)

Ammoniti: 18' p.t. Djimsiti (A), 27' p.t. de Roon (A), 39' p.t. Theophile-Catherine (D), 21' s.t. Moro (D), 34' s.t. Gosens (A)