Quante donne, sapendo di rivedere il proprio ex, si tirano a lucido e si vestono a festa perché quei rubacuori si pentano di averle lasciate andare. Non è quindi un caso se nella sua ex casa Zapata dà il meglio di sè: tredici partite e una sola marcatura (contro il Bologna) e poker calato in due gare di fila contro le ex. Che si mangiano le mani, soprattutto l’Udinese, non prima di aver servito un bel piatto di Lasagna.

(IN)DIFESA- Perché Gasperini alla vigilia l’aveva previsto: la chiave che apre o meno la porta al gol nemico è la difesa. E quella dell’Atalanta veniva da un horror ben riuscito, tra acciacchi, primi numeri di maglia a mezzo servizio e ritardi sulla linea dei gol avversari. Ora qualcosa è cambiato, il mister può concedersi un mezzo sorriso: Toloi è rientrato, nella sua doppia fase di difesa e di spinta, Palomino pure e a tratti anche Masiello. Certo, l’amico D’Alessandro lo conosce bene e sa del suo tallone d’A…ndrea, sorpreso di una ventina di metri alle spalle. Un gol l’Atalanta l’ha preso e se Fofana graduava le lenti, ci vedevamo doppio nella rete bianconera. C’è ancora da migliorare nella puntualità delle retrovie, che ora si appellano allo svizzero Freuler: lui di precisione se ne intende e sa anche quando c’è bisogno di una mano….Per fortuna ieri l’ha ritratta. CHE PAN-TRE-RA!- Il ritratto della felicità nerazzurra si chiama Du(o tre?)van Zapata. Non ha esultato per rispetto, ma glielo si leggeva negli occhi il senso di liberazione e di vendetta. Il Panterone si è sbloccato e il colombiano vola: miglior marcatore della sua nazione in Serie A con 45 reti in cinque anni, tra Napoli, Udine, Genova e Bergamo. Lui che il primo gol lo segnò in Champions League, ora sogna di ripetersi con l’Atalanta, perché la classifica è corta, ma la sua costanza lo premia alla lunga: Duvan, da quando è in Italia, va in gol nel girone di ritorno tanto quanto in quello d’andata. Ora siamo a sette (preliminari compresi) e mancano ancora Lazio, Genoa, Juve e Sassuolo. Peccato che nessuna di queste l’abbia tradito o scaricato, per ritrovare l’ex fiamma Samp bisogna aspettare il 10 marzo: ma è una punta e non è scarica, vuole firmare il record dei 12 gol.

MISTER X- Del resto, i biancocelesti li ha già puniti di destro proprio un anno fa. Ed è dal 4 novembre che la Lazio soffre di uno strazio chiamato pareggite: la sua ultima vittoria è contro la Spal, poi sempre 1-1 con Sassuolo, Milan e persino Chievo, prima del variegato- nel tabellino, ma uguale nella sostanza- 2-2 ‘beffa’ con la Samp. Tutt’altra storia della Dea, il cui ultimo pareggio è datato 26 settembre. L’Atalanta si dà, a volte le prende, altre lascia i segni lei. Ma o vince o perde, o prende un tris o lo cala. Mezzi termini non ci sono, si gioca sempre per i tre punti. Per la Dea il punto chiude solo un discorso statico e Immobile. Che resta aperto invece contro la quinta in classifica: lunedì non potrà accontentarsi del pari. E se a Santa Lucia andrà troppo forte con il Francoforte, Inzaghi potrebbe fare la stessa fine del fratello con la Dea. Ma questa volta, alla parola ‘fine’, non seguirà un punto.