Vorremmo mostrarti le notifiche per le ultime notizie e gli aggiornamenti.

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie.

Scorrendo la pagina o cliccando il pulsante "ho capito" acconsenti all'uso dei cookie e accetti la privacy policy.

Bebe Vio, Capotondi e Asia Argento: tre differenti modi di essere donna
“Il mondo salvato dai ragazzini” è certamente l’opera poetica più importante scritta da Elsa Morante e pubblicata nel 1968. Pier Paolo Pasolini ebbe a definire quella raccolta: “Un manifesto politico scritto con la grazia della favola, con umorismo e con gioia”. Favola. Umorismo. Gioia. Quelli che dovrebbero rappresentare i “fondamentali” per la realizzazione etica e morale di una società. Elementi che, invece, sembrano essere diventati desueti o spesso mortificati.

Le favole, categoria alla quale appartiene anche lo sport, sono buone soltanto per i visionari un po’ gonzi. L’umorismo sottile e raffinato viene confuso con la stupidità. In quanto alla gioia, se non è frutto di tornaconto e di soddisfatta avidità, è meglio lasciar perdere. Eppure favole, umorismo e gioia per fortuna fanno ancora parte del nostro quotidiano e talvolta fanno capolino dal mucchio della volgarità che sembra essere la cifra più rappresentativa della nostra epoca.

Il “mondo salvato dai ragazzini” era naturalmente una metafora mirata a denunciare le barbarie di una società adulta e profondamente maschilista laddove alla parte più debole e più fragile non venivano consentiti sufficienti spazi di manovra e forse neppure di pensiero. Dietro la figura del “ragazzino” in realtà veniva illustrata la condizione dell’atra metà del cielo ovvero del mondo letto al femminile. Una lacuna molto grave che soltanto apparentemente è stata colmata e che costringe il “genere donna” entro confini sociali ed economici ancora troppo ristretti per poter arrivare a parlare di autentica parità dei sessi. Ameno che le donne decidano di mostrarsi o di essere più maschi degli stessi uomini. In quel caso più nulla a loro è vietato.
Esistono molti modi di essere donna, dunque. L’aspetto che oggi più mi piace mettere in evidenza è quello che fa capo al nome della giovane fiorettista Bebe Vio la quale ha conquistato il suo quarto titolo mondiale nella categoria paralimpica per portatrici di handicap. L’atleta azzurra, sulla quale il nostro sport punta per ottenere un oro alle prossime Paralimpiadi di Tokyo, racchiude in sé tutti i tre elementi citati da Pasolini riguardo al testo della Morante. La favola, con il suo potere di rendere reale un sogno. L’umorismo che consente alla stessa Bebe di “scherzare” sul suo stato di  “diversa”. La gioia allo stato puro che la ragazza esprime attraverso uno sguardo  ricco di luce interiore. Una risposta netta e salutare alla cinica volgarità di un certo mondo maschilista dove il portavoce di Palazzo Chigi di estrazione grillina, Rocco Casalino, confessa che a lui “Gli handicappati sono come i ragni e fanno schifo”.

C’è poi il piccolo e grande evento di Cristiana Capotondi. Attrice romana bella e famosa che, partendo da “Notte prima degli esami”, è arrivata alla poltrona di vicepresidente della Federazione di Lega Pro. Un ruolo che non sarà di rappresentanza, ma che fa capo alla competenza reale di una diva-atleta fornita oltrechè di una bellezza fisica indiscutibile anche di esperienza diretta con il calcio che lei ha sempre frequentato attivamente come terzino sinistro di una squadra femminile amatoriale della capitale. La Capotondi appartiene a quel tipo di donna che non ha bisogno di “farsi maschio” per svolgere un ruolo solitamente destinato al pianeta uomo. Anche il questo caso favola e gioia si sposano, passando per l’umorismo della Capotondi che dice “Farò le cose seriamente senza prendermi troppo sul serio”.

Per finire, si arriva ad Asia Argento e al suo “caso” che sembra avere tutte le connotazioni giuste per un’indagine. Qui la confusione di genere e di sesso regna sovrana a causa della presenza di una donna divoratrice di maschi senza limiti di età e il suo nuovo compagno il discusso e discutibile Fabrizio Corona il quale ha dichiarato che “con Asia mi sento tremendamente femmina” mentre lei ha twittato definendo la madre, Daria Nicolodi, una “troia”. È la spazzatura che torna a sommergere la favola, l’umorismo e la gioia al pari della frase vergognosa pronunciata dal Casalino. Lo sport, per fortuna, qui c’entra niente. Anzi, sì. La coppia ha stabilito quello che sembrerebbe essere un record. “Ci siamo conosciuti, abbiamo bevuto una bottiglia di vino e dopo venti minuti eravamo a letto per fare all’amore”. Parola del paparazzo mandrillo. Complimenti vivissimi. Requiem per favole, umorismo e gioia.
 
Marco Bernardini

Tutte le ultime sulla tua squadra sulle nostre app, scegli la tua: Android iOS Windows Phone
Le più commentate
18/01
2
di Marcello Chirico
#JuveOut, vogliono un'altra Farsopoli! Ma è dura, col Milan c'erano due rigori
18/01
2
di Fabrizio Romano
ESCLUSIVO!
Piatek al Milan, accordo pronto a titolo definitivo: la cifra finale e cosa manca
18/01
2
di Alessandro Di Gioia
ESCLUSIVO!
BARELLA ALL'INTER: CI SIAMO! L'incontro e le cifre, ecco la verità
Commenti
Devi inserire un contenuto al tuo commento prima di inviarlo!
Grazie per averci inviato il tuo commento. È stato ricevuto e verrà valutato. Se sarà ritenuto pubblicabile sarà online a breve. Il sistema non accetta pubblicazioni ripetute dello stesso commento, ti chiediamo quindi di evitare di inviarlo nuovamente.

Hai mai pensato di aprire un blog su Vivoperlei? Scrivi il tuo articolo, potresti vincere un premio ogni settimana!

Chiudi e non mostrare più Apri un Blog su VXL
Ogni opinione espressa in questi commenti è unicamente quella del suo autore, identificato tramite nickname collegato alla sua registrazione e di cui si assume ogni responsabilità civile, penale e amministrativa derivante dalla pubblicazione del materiale inviato. L'utente, inviando un commento, dichiara e garantisce di tenere Calcioinfinito srl manlevata e indenne da ogni eventuale effetto pregiudizievole e/o azione che dovesse essere promossa da terzi con riferimento al materiale divulgato e/o pubblicato.