Non era il Mihajlovic di sempre, si era capito già dopo il rigore del vantaggio di Sansone. Sinisa è rimasto immobile senza festeggiare, come a dire "tanto già lo sapevo che entrava". In pochi, invece, si immaginavano di vederlo in panchina al Bentegodi stasera. Neanche i giocatori: "Non ce l'aspettavamo" ha detto Poli a Dazn. Lui però voleva esserci a tutti i costi, l'aveva promesso ai suoi ragazzi. 

UN SINISA DIVERSO - Brividi e applausi di tutto lo stadio per chi è tornato ad allenare dopo appena 40 giorni dall'inizio della sua battaglia contro la leucemia. Anche se in realtà non si era mai allontanato: ha sempre seguito tutti gli allenamenti live continuando a dare indicazioni da lontano. Guerriero. Simbolo di chi non molla mai ed è sempre pronto a combattere, con tanto di proteste nel finale per i 4' di recupero, troppo pochi per Mihajlovic che voleva vincerla. E pazienza se non si è sbracciato e non ha strillato come al solito. Nelle sue condizioni le energie vanno centellinate. Qualche chilo in meno e faccia scavata, sotto la polo grigia si intravedeva un cerotto a ricordargli che la guerra con la leucemia non è ancora finita. 

UOMINI DI FIDUCIA - Oggi però la testa era proiettata solo sul campo: l'obiettivo era fermare gli attacchi di Tutino, unica punta nel 3-4-2-1 di Juric diventano presto un 3-4-1-1 dopo l'espulsione di Dawidowicz al 13'. Colloqui continui con i suoi uomini di fiducia: da una parte il tattico Emilio De Leo, dall'altra il vice di Sinisa Miroslav Tanjga. Una vita insieme: si sono conosciuti nel 1988 nel Vojvodina e hanno giocato insieme nella Stella Rossa, Sinisa se l’è portato come suo secondo anche nella nazionale serba e nel Torino. Ci hanno pensato loro a far arrivare i messaggi dell'allenatore in campo. Danilo, ad esempio, doveva far partire l'azione dal basso sfruttando le fasce. Aveva studiato nei minimi particolari anche la fase difensiva sui calci piazzati, con la tattica di Kingsley sdraiato a terra in caso di punizioni avversarie pericolose per evitare che il pallone passasse sotto la barriera. Peccato che Miguel Veloso abbia tirato fuori una delle sue pennellate mettendola sotto l'incrocio scavalcando la barriera. 1-1 finale e vittoria sfumata per il Bologna, ma non conta. ll calcio riabbraccia Mihajlovic, e questa è la cosa più importante.

@francGuerrieri


IL TABELLINO

Verona-Bologna 1-1 (primo tempo 1-1)

Marcatori: 15' p.t. rig. Sansone (B), 37' p.t. Veloso (V).

Assist: -

Verona (3-4-2-1): Silvestri; Rrahmani, Kumbulla, Dawidowicz; Faraoni, Henderson, Veloso, Lazovic; Zaccagni (16' p.t. Bocchetti), Verre (4' s.t. Ambrabat); Tutino (42' s.t. Gunter). All.: Juric.

Bologna (4-3-3): Skorupski; Tomiyasu, Danilo, Denswil, Dijks; Poli, Kingsley (32' s.t. Dzemaili), Soriano; Orsolini, Palacio (25' s.t. Destro), Sansone (9' s.t. Santander). All.: Mihajlovic.

Arbitro: Giua di Olbia Schenone, Imperiale; Di Martino).

Espulso: 13' p.t. Dawidowicz

Ammoniti: 18' p.t. Henderson (V), 20' s.t. Denswil (B), 35' s.t. Destro (B), 43' s.t. Dijks (B).