Cominciò con Cassano alla Roma, quasi vent'anni fa. E da allora Giuseppe Bozzo è diventato un grande protagonista del mercato internazionale, nel quale è ancora oggi un punto di riferimento. Antonio al Real, Morata e Bernardeschi alla Juventus, Kovacic all'Inter,  Rog al Napoli e Zaza al Torino sono solo alcune delle operazioni che ha condotto.  Con lui, abbiamo analizzato a 360° le possibili strategie delle big, tra retroscena e i margini di trattativa.  

Ronaldo finalmente si è sbloccato, mettendo da parte l'ansia che si era creata intorno a lui. Da profondo conoscitore degli ambienti Real Madrid e Juventus, ci può raccontare com'è nata l'idea?
"Per quanto riguarda l'ansia del gol che non arrivava, forse stava da un'altra parte. Che Cristiano si svegliasse da un momento all'altro era scritto, quello non è un problema. Può fare 30/40 gol ma dipenderà dalla stagione, non era sicuramente un problema. Com'è nata l'operazione non lo so, però quando ho letto che c'era una parola spesa da Florentino per la possibile way out di Cristiano, ho pensato che sicuramente il presidente avrebbe mantenuto la parola. La Juventus ha numeri importanti e può permettersi questo tipo di operazioni, quando leggevo le indiscrezioni ero sicuro che andasse in porto l'operazione".

I tifosi sognano Marcelo: è una possibilità?
"Difficilmente dal Real Madrid possono arrivare altri giocatori alla Juventus. Quindi io non credo che sia una operazione che possa andare in porto".

Modric-Inter invece si potrebbe riaprire?
"Secondo me è impossibile. Il mercato poi racconta tutto, ma allo stato attuale credo che non sia percorribile".

Secondo lei i nerazzurri dovevano avere un piano B al centrocampista croato?
"Non posso dire che un club che ha un management molto serio e preparato abbia sbagliato o meno. Queste sono dinamiche interne loro, può darsi che non avessero bisogno di un piano B. Del resto, se prendi Modric, qualsiasi piano alternativo diventa F non B. Non vale forse la pena averlo, Modric è un campione assoluto come Cristiano Ronaldo. Qualsiasi altro giocatore sarebbe stato troppo distante, la stessa cosa sarebbe successa alla Juventus se non avesse acquistato CR7".

La scorsa estate abbiamo assistito a un mercato scoppiettante: qual è stato il colpo più sorprendente?
"Sono curioso, per come stanno le cose, di Piatek del Genoa. Sta andando oltre ogni previsione: dovesse fare un girone di andata così, direi che sicuramente sarà stato un acquisto da fare i complimenti. Allo stato attuale, a parte Cristiano, l'acquisto da cui ci si aspetta di più è sicuramente Pastore della Roma. Ha comprato un giocatore che dovrebbe essere nel pieno della sua maturità psico-fisica. Sta a lui dimostrarlo, è un giocatore che può e deve dare tanto. Così è alla stessa stregua Nzonzi, campione del mondo, e che in passato è stato cercato da tanti top club italiani (Juventus ndr)".

L'ambiente della Roma è già in fermento, sotto accusa il mercato di Monchi...
"Le cessioni ci possono stare, anche i top club vendono. Poi bisogna essere alibi a sostituirli, io credo che Monchi abbia fatto un mercato importante. Sicuramente era in linea con i desiderata di Di Francesco perché altrimenti non avrebbero comprato tutti questi giocatori. Io credo che se si dovessero attribuire delle responsabilità, queste non dovrebbero ricadere su Monchi".

Cosa manca al nuovo Milan?
"Ha una buona squadra, ha un ottimo allenatore e una dirigenza romanticamente importante oltre che di grande esperienza internazionale. Ha tutto per accorciare la distanza con la Juve, forse è la squadra più pronta a farlo anche perché ha un ambiente che è compatto verso questo risultato. Mi verrebbe da dire anche il Napoli che sarebbe la squadra più vicina a colmare l'handicap con i bianconeri. Però questi non hanno un ambiente coeso, mi riferisco al feeling tra società e tifosi. Dovrà essere bravo un signore come Ancelotti a fare da garante".
Rabiot è il nome più discusso di questi mesi, per qualità e perché è in scadenza di contratto con il Psg. Barcellona, Juventus, Milan: dove potrebbe andare secondo lei?
"A me non fa impazzire questo giocatore, esprimo un  parere personale. Può andare dappertutto, ma non credo in Italia. Per il salario che si legge non credo che sia una operazione che possa interessare ad un club italiano. Vedo in pole il Barcellona".

Paredes potrebbe tornare in Italia al Milan?
"E' un ottimo giocatore che già conosce il campionato italiano. E' un ragazzo giovane che può dare tanto, ma portarlo via dallo Zenit non sarà un esercizio facile".

Le è rimasto un po' di amaro in bocca per non aver chiuso l'affare Morata-Milan?
"Questa estate non mi sono occupato di questa operazione, quindi non devo rammaricarmi. L'anno scorso si, ho agito per conto del Milan. Se devo averne uno nella mia carriera, penso al valzer degli attaccanti di qualche anno fa. Riuscire a mettere seduti Preziosi, Lotito, la Juventus e la Roma non è facile. Gilardino alla Juventus, Quagliarella  alla Lazio,  Borriello al Genoa: l'affare è saltato all'ultimo minuto. Siamo rimasti a parlare a lungo con Tare anche alla fine del mercato, perché lui non pensava che l'affare saltasse, poi credeva che lo stessi prendendo in giro perché pensava che il ragazzo sarebbe andato alla Roma.  Forse quello è stato l'unico rammarico ma poi le carriere dei giocatori sono andate bene lo stesso. E' stata una delle poche volte dove ho lavorato tantissimo e non si è riuscito a concludere".

Ma il problema su Morata è stato la volontà del giocatore o il mancato accordo con il Real Madrid?
"Non si è mai parlato con il Real Madrid in maniera chiara, perché prima cerchi sempre un'apertura. Se da parte del giocatore e dell'entourage non c'è, poi è ovvio che è inutile parlare. Non c'è stato il tempo materiale per farlo, perché il Milan non voleva assolutamente disturbare il Real Madrid, impegnato in una finale di Champions League. La cosa è rimasta lì, c'è stato un interesse ma è stata più una cosa mediatica che altro".

Pressione mediatica che lei ha avuto nell'operazione Bernardeschi dalla Fiorentina alla Juventus. Può essere la stagione della consacrazione e nei confronti con il club avverte maggiore fiducia rispetto alla scorsa stagione?
"La fiducia si sente ma c'era anche l'anno scorso, altrimenti non si spendono 40 milioni per un giocatore. Vorrei ricordare che in Italia, a parte l'operazione di Buffon da 52 milioni, ma c'era un altro giocatore coinvolto nella stessa, e Bonucci è stata una delle tre operazioni più onerose del calciomercato per quanto riguarda  un giocatore italiano. Ha la grande fortuna di avere un allenatore come Allegri che sa gestire alla grande le dinamiche di uno spogliatoio, questo lascia ben sperare".

La scorsa estate ha chiuso l'operazione Zaza: ci racconta perché, proprio l'ultimo giorno di mercato, ha scelto il Torino e non la Sampdoria?
"E' una scelta che ha fatto il calciatore e non ho altro da aggiungere".

Si era parlato di un suo coinvolgimento nella possibile operazione Benkovic, difensore croato finito al Leicester, con il Milan. 
"E' stato accostato, sicuramente diventerà un grandissimo difensore e forse era meglio per lui fare una tappa intermedia prima di puntare a un top club".