Non il risultato sperato né tantomeno quello necessario per una squadra che ha l'obiettivo di entrare nelle prime quattro, ma altresì una gara che ci ha dato una certezza: questo Milan lotterà fino all'ultimo per la Champions. La squadra rispecchia il suo allenatore. Magari non bella da vedere, con dei difetti strutturali piuttosto evidenti, che commette errori, ma anche mai doma, di carattere e con le idee ben chiare.

È evidente che la testardaggine di Rino nell'ostinarsi a non schierare i nuovi qualcosa sta togliendo in termini di risultati, e probabilmente questo è stato un punto toccato anche da Leonardo e Maldini, quando al termine del primo tempo sono entrati nello spogliatoio. Un segnale per la verità poco rassicurante per qualsiasi allenatore, ma non per Gattuso.

Lui ha il controllo totale e il rispetto del gruppo, quindi difficilmente un episodio del genere può delegittimarlo davanti ai suoi ragazzi. Ovviamente però non può aver gradito. Come ovvio, solo i risultati potranno convincere la dirigenza a fidarsi ciecamente dell'attuale tecnico, il quale però quest'anno ha dalla sua un attaccante vero. Uno che oltre a segnare, è già un leader riconosciuto dal gruppo, non perché scritto sul contratto o deciso da un dirigente di passaggio, ma perché i compagni l'hanno eletto come loro punto di riferimento.