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Campbell guida la ribellione del Frosinone, ma alla fine ride il Cagliari di un Barella troppo nervoso
Ehi, che aria tira, come si sta laggiù? Innanzitutto laggiù sarà lei! Noi del Cagliari abbiamo appena finito di prendere un punto (anche se non lasciando una grande impressione) qui sul campo altrui, sul campo di questi che stavano e restano sotto di noi. E a 16 punti in classifica non è proprio un laggiù. Siamo, noi del Cagliari, i primi degli ultimi. Laggiù, laggiù... noi del Frosinone laggiù ci stiamo, chi lo nega. Però oggi  ci avevamo creduto fosse fatta, la prima vittoria in casa... e invece... Invece pareggio.

Eppure oggi quaggiù tira aria migliore di quanto pensiate voi spocchiosi. Con un Campbell quasi di lusso e uno Zampano che sembravano due stavamo per stendere il Cagliari e andavamo a quasi pestare la coda del Bologna che quasi quasi sta peggio di noi. Non è andata così, quel Farias si è allungato a toglierci due punti e a lasciarcene solo due. Ma abbiamo fatto otto punti finora. Non sarà, come usa dire, tanta roba. Ma qui e oggi il nostro laggiù non è ancora uno sprofondo. Frosinone che deve la supremazia nel primo tempo soprattutto a tre uomini: Cassata, che segna una volta e a segnare ci prova dieci volte. Cassata che, come si dice, sta tra le linee. Cassata e poi Campbell, questo spilungone nero che una partita sembra non sia fatto per giocare al calcio e la partita dopo sembra nato per giocare al calcio. Stavolta era quella buona. Zampano il terzo, quello che regolarmente apre dal suo lato la difesa del Cagliari come la famosa scatoletta di tonno, Zampano l'apriscatole.

Cagliari che deve lo svantaggio nel primo tempo soprattutto al trio Sau, Pavoletti, Joao Pedro. Stavolta tutti e tre hanno la mobilità e l'agilità dei soldatini di piombo. Aggiungi un Barella bravo ma sempre incline ad innervosirsi troppo, davvero troppo e sempre (si fa espellere da qui e dalla prossima con la Roma). Aggiungi le lentezze marmoree in difesa sul lato centro-destra e il Cagliari per un'ora è una macchina rugginosa. Il primo tempo se lo aggiudica tutto il Frosinone: più tiri, più attacchi, meno ammonizioni. Il secondo tempo il Cagliari prima un po' ci prova e un paio di volte Sportiello si guadagna la giornata. Poi Cagliari ci prova di più e Frosinone prende paura, arretra e prende il gol del nuovo entrato Farias. Pareggio a quel punto anche giusto. Partita alla fine neanche brutta. Non brillante come Spal-Empoli (tanto per restare in zona laggiù) però... Alla fine il Cagliari se ne va con un punto che è una razione d'emergenza visto che ora lo aspettano Roma, Napoli, Lazio. Non proprio un dicembre di salute.

Però, anche se il futuro prossimo minaccia un po' più di laggiù, quelli del Cagliari e di Cagliari hanno un che di particolare nel loro stare laggiù. Ed è un guscio, il guscio della loro spigolosa identità. Un calcio roccioso e ventoso innestato su una sensibilità isolana. Il braccio di mare che li separa da quello che chiamano il continente è fatica, fatica storica. E' maledizione. Ma anche alibi. Alibi perfino per una ombrosità culturale e comportamentale. Alibi fondato. Una comunità ombrosamente orgogliosa ed emotivamente rocciosa che per imperscrutabili vie produce un calcio con le stesse caratteristiche.

Frosinone invece... pure. I sessanta circa chilometri che separano Frosinone da Roma sono per questi cittadini e tifosi e giocatori e dirigenti una maledizione: troppo pochi per tenerli lontani da un urticante senso di minorità. A Roma, a due passi da Frosinone, quando i laziali voglio sfottere i romanisti dicono Roma-Frosinone sia un derby. E viceversa: i romanisti irridono la lazialità impegnata nel suo verto derby con il vero omologo della lazio, il Frosinone appunto. Nel loro piccolo, anche a Frosinone... si incazzano. Potessero, allontanerebbero la loro città da Roma, la distaccherebbero dalla vicinanza geografica con chi dà loro sempre dei paesani quasi campagnoli. E a Frosinone non solo non ci stanno, reagiscono con un sovrappiù di orgoglio, con una elegia costante del: noi che non siamo Roma. Reazione che è anch'essa un guscio. Un guscio per resistere, in fondo più sereni di quanto possiate supporre voi spocchiosi, resistere ed esistere laggiù


IL TABELLINO

Frosinone-Cagliari 1-1 (primo tempo 1-0) 


Marcatori: 13' p.t. Cassata (F), 31' s.t. Farias (C).

Assist: 13' p.t. Zampano (F), 31' s.t. Joao Pedro (C).

Frosinone (3-4-2-1): Sportiello; Goldaniga, Ariaudo, Capuano ; Zampano, Chibsah, Maiello (40' s.t. Ciano), Beghetto; Cassata (24' s.t. Crisetig), Campbell (24' s.t. Pinamonti); Ciofani. All. Longo.

Cagliari (4-3-1-2): Cragno; Srna, Ceppitelli, Klavan, Padoin; Bradaric (16' s.t. Faragò), Ionita (35' s.t. Dessena), Barella; Joao Pedro; Sau (16' s.t. Farias), Pavoletti. All. Maran.

Arbitro: Serra di Torino.

Espulsi: 40' s.t. Barella (C) per doppia ammonizione.

Ammoniti: 32' p.t. Cassata (F), 33' p.t. Ceppitelli (C), 36' p.t. Bradaric (C), 40' p.t. Srna (C), 8' s.t. Barella (C), 15' s.t. Joao Pedro (C), 46' s.t. Farias (C).
Mino Fuccillo
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