Fermato, interrogato e poi rilasciato, a tarda notte, a Nanterre, in Francia. Michel Platini, ex presidente della Uefa, è stato arrestato nella giornata di ieri per l'accusa di corruzione per l'assegnazione dei Mondiali di calcio al Qatar. Ascoltato dalla polizia, è stato poi lasciato andare (QUI per rivivere la giornata di ieri). "Molto rumore per nulla - le parole di Platini riportate da L'Equipe - ancora non capisco cosa c'entro in questa storia".  ASCOLTATO - Uscito dal commissariato accompagnato dal suo legale, ha spiegato come si sia trattato solamente di un interrogatorio in qualità di testimone. L'ex stella della Juventus ha negato ogni coinvolgimento circa i fatti trattati nell'inchiesta partita nel 2016. Inchiesta che ha portato a uno scossone dei vertici della Fifa. Questo il comunicato diramato dal suo entourage nella serata di ieri: "Michel Platini, dopo essere stato ascoltato come testimone l’anno scorso nel quadro della stessa inchiesta, nella giornata di oggi è stato messo in regime di custodia cautelare solo per ragioni tecniche. Platini non ha assolutamente niente da rimproverarsi e afferma di essere totalmente estraneo ai fatti. Non si tratta in alcun modo di un arresto ma viene ascoltato come testimone, in una condizione voluta dagli inquirenti che permette di evitare che le persone ascoltate possano accordarsi fuori dalla procedura".