Se l'è cavata con una multa di 5.000 euro, scongiurando una squalifica che a termini di regolamento ci sarebbe stata tutta. Le ripetute proteste di Simone Inzaghi all'indirizzo dell'arbitro Banti nel match contro il Milan hanno scatenato il dibattito, soprattutto in relazione alla sproporzione tra il mancato provvedimento del Giudice Sportivo nei suoi confronti e, per esempio, il turno di stop comminato a Luciano Spalletti per l'esultanza polemica in occasione della partita contro la Sampdoria.

BASTA ALIBI - Se da tutta questa situazione abbiamo compreso che la suscettibilità di arbitri e organi competenti varia di caso in caso, quello che invece l'allenatore della Lazio sembra non aver ancora afferrato è che i suoi atteggiamenti, spesso e volentieri votati alla lamentela, rischiano di rivelarsi molto più controproducenti per la sua squadra e per se stesso di quanto possa immaginare. Una formazione che, sotto la guida del tecnico piacentino, ha ottenuto risultati di tutto rispetto nelle ultime stagioni, ma che rischia di perdersi e mancare il definitivo salto di qualità sprecando tempo alla continua ricerca di un alibi. Un modo di porsi che, oltre agli avversari dei biancocelesti, sta iniziando a indisporre il presidente Lotito e a creare un solco nel rapporto tra i due.
LOTITO E' STANCO - Una relazione messa in pericolo già nella passata estate, quando fece il giro del web una sfuriata telefonica del numero uno del club all'indirizzo di Inzaghi per questioni di mercato. In quella circostanza, Lotito evidenziò senza giri di parole l'eccessiva propensione del suo dipendente al lamento e,domenica scorsa, per la prima volta ha esternato la sua delusione per l'andamento di una partita e le scelte del tecnico. Che tra i due il feeling non sia più quello di prima inizia a pensarlo più di qualcuno a Roma e, se davvero a fine stagione dovesse consumarsi una separazione, sarebbe il caso che Inzaghi inizi a porsi qualche domanda sui suoi comportamenti. Notati da tutti, meno che dal Giudice Sportivo.