Davvero bizzarro il destino. Persino per un arbitro, che a 4 mesi di distanza da una partita entrata suo malgrado nella storia del calcio italiano, e non per un fatto tecnico, si ritrovi a rivivere la medesima situazione. Riuscendo nella non certo invidiabile impresa di uscirne da protagonista in negativo. Il signor Paolo Mazzoleni, arbitro della sezione di Bergamo in Serie A dal 2004, era a San Siro il 26 dicembre scorso per dirigere la partita di campionato tra Inter e Napoli, quella passata tristemente alle cronache per gli ululati razzisti della curva nerazzurra all'indirizzo di Koulibaly. Il fischietto lombardo era a San Siro anche mercoledì sera, quando durante la semifinale di Coppa Italia tra Milan e Lazio, Kessie e Bakayoko sono stati oggetto del vergognoso comportamento degli ultras biancocelesti per tutta la partita.

NESSUNO HA SENTITO - In entrambi i casi Mazzoleni non ha agito, non ha rilevato i cori insultanti all'indirizzo dei due giocatori di colore e interrotto temporaneamente la partita chiamando i giocatori a centrocampo e invitando lo speaker a diffondere un primo annuncio per informare il pubblico di quanto stesse accadendo. Quello che ne sarebbe scaturito non sarebbe stato più di sua competenza, visto che i regolamenti vigenti, rinnovati a partire dallo scorso gennaio, impongo al responsabile della sicurezza allo stadio di ordinare un'eventuale seconda interruzione della gara e successivamente la sospensione definitiva, a fronte del ripetersi di certi eventi. E' assolutamente grave che tutti, anche gli ispettori di Lega e quelli federali, fino al responsabile della sicurezza, abbiano fatto finta di non sentire i ripetuti cori e ululati pronunciati dai curvaioli laziali contro Kessie e Bakayoko, ma perchè Mazzoleni non interviene mai? NESSUNO DECIDE - Davvero l'Associazione Arbitri, che ha ovviamente preso le difese del suo tesserato, e i vertici federali ritengono di potersela cavare spiegando che sarebbe stata anche premura dei giocatori in campo segnalare eventuali offese, che poi ispettori e responsabile dell'ordine pubblico avrebbero dovuto notificare all'arbitro, a quel punto costretto a interrompere il gioco? Davvero si spera di passare ancora una volta da vittime dei cavilli e della burocrazia piuttosto che complici di un sistema che fa acqua da tutte le parti e in cui nessuno vuole prendersi la benché minima responsabilità? Si è attenuto al protocollo, si dirà, ma una domanda sorge spontanea: Mazzoleni ha problemi di udito o forse non è così sensibile al problema delle offese razziste a un giocatore?